Ambiente

Certificazione di compatibilità  elettromagnetica

La compatibilità elettromagnetica chiamata EMC in inglese (Electromagnetic Compatibility) fa riferimento alla branchia dell’ingegneria elettrica che ha il compito di assicurare che diversi dispositivi e apparecchiature vicine e legate tra loro possano operare correttamente senza interferire l’una con l’altra.

I test di compatibilità elettromagnetica sono sviluppati con l’obiettivo primario di verificare i disturbi elettromagnetici prodotti dalle apparecchiature elettroniche e certificare che questi particolari apparecchi siano protetti da disturbi esterni e non colpiscano altri dispositivi vicini, con il fine di rendere ottimale la sicurezza dei diversi impianti elettrici.

I disturbi esterni possono derivare da due strade diverse: via condotta o via irradiata.

Il disturbo avviene per via condotta quando procede attraverso i cavi di interconnessione del dispositivo mentre il disturbo avviene per via irradiata quando viene diffuso nello spazio libero.

Esistono due principali requisiti per avere una buona ammissibilità tra dispositivi elettrici ed elettronici: i diversi apparecchi non devono diffondere troppi disturbi e non devono essere troppo sensibili ai diversi fastidi esterni.

In passato, qualsiasi problema relativo alla compatibilità elettromagnetica era valutato dai singoli produttori oppure gestito a livello nazionale. I processi sempre più veloci e tecnologici in campo elettronico hanno fatto nascere l’esigenza di definire delle normative comuni di regolamentazione.

Con la creazione dell’Unione Europea, si è voluto raccogliere l’intera legislazione in materia e le diverse normative presentate in sede comunitaria sono poi state confermate dai parlamenti degli stati membri.

 

La Direttiva EMC

La Direttiva EMC  2014/30/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sostituisce la vecchia direttiva 2004/108/CE e riguarda il ravvicinamento della legislazione degli stati membri in materia di compatibilità elettromagnetica, abrogando la Direttiva 89/336/CEE.

Questa Direttiva è una delle più antiche stipulate dall’Unione Europea ed è valida in tutto il Mercato Unico Europeo con inclusione dei paesi EFTA quali Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

La Direttiva EMC definisce le prescrizioni minime e gli obiettivi comuni relativi alle norme di sicurezza e salute a cui sono sottoposti i lavoratori per i rischi derivanti da agenti fisici come i campi elettromagnetici. Qualsiasi dispositivo o apparecchio elettrico è influenzato da campi elettromagnetici e l’ampiezza di queste emissioni, diffuse tramite questi strumenti, sono oggetto della Direttiva sopra, applicabile quindi a qualsiasi apparecchio o impianto fisso.

La Direttiva definisce che un apparecchio che è stato approvato nell’utilizzo da un paese membro della UE dev’essere conforme nel suo utilizzo anche negli altri paesi dell’Unione Europea.

Il fabbricante del prodotto ha la piena responsabilità relativa alla conformità del prodotto e ai requisiti principali definiti dalla Direttiva. Quindi, dopo aver presentato un fascicolo tecnico, aver fatto un’analisi dei rischi e redatto la dichiarazione CE di conformità, deve applicare sul proprio prodotto il marchio CE per sottolinearne la conformità alla legge.