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La storia dei palloni di sollevamento: invenzione tutta made in Italy

La nascita e l’utilizzo dei palloni di sollevamento risale al 1896 dove il poeta Pietro Corzetto Vignot, nato a Rueglio in provincia di Torino e poi trasferitosi a La Spezia, progettò per la prima volta la sfera metidrica, il primo prototipo di sommergibile in grado di arrivare nei fondali marini grazie ad una struttura composta da 5 tonnellate ed un diametro di 5 metri.

 pallone di sollevamento

Tutti si chiedevano cosa ci fosse in fondo al mare e come sarebbe stato possibile poterci arrivare per esplorare le meraviglie che esso offriva, ed è proprio per questo motivo che Corzetto effettuò un test che gli permise di costruire quello che noi oggi chiamiamo palloni di sollevamento.

L’esperimento di Pietro Corzetto

Dopo aver girato tra l’Italia e la Svizzera, Corzetto si trasferì definitivamente a La Spezia con sua madre, dove la sua mente era già molto orientata nell’ambito marino ed è proprio qui, in Italia, che realizzò il suo più grande capolavoro. Un giorno Corzetto prese un bicchiere ed incollò nel suo fondo un pezzetto di gesso con dell’albume d’uovo; lo immerse in una fontana piena d’acqua e si accorse che, al termine dell’immersione, il pezzetto di gesso tornò a galla completamente asciutto, senza nessun tipo di invasione da parte dell’acqua. Ma come mai è accaduto questo?

 

All’interno del bicchiere utilizzato si crea un vuoto d’aria e se attorno al pezzo di gesso c’è dell’aria compressa, l’acqua non ha nessun potere di infiltrazione. Da qui nacque l’idea di creare una grande sfera con all’interno dell’ossigeno, consentendo di raggiungere i fondali marini senza imbarcare acqua e riportare a galla le persone all’interno completamente asciutte, proprio come avvenne con il gesso.

 

Questa invenzione però venne tenuta segreta dallo stesso inventore e venne provata nei mari Italiani da un gruppo limitato di persone di cui si fidava. L’esperimento riusci nel suo intento 14 volte su 15: tutte le prove andarono a buon fine tranne l’ultima.

 

In quest’ultima prova, infatti, la sfera iniziò improvvisamente ad imbarcare acqua rimanendo sul fondale marino per circa 18 ore, prima che una squadra di soccorsi riuscisse a farla riemergere.

 

Si può immaginare lo scompiglio e la delusione che si creò nel gruppo e per lo stesso Corzetto che, visto il fallimento, decise di abbandonare l’idea e di ritirarsi nella sua città di origine.

L’evoluzione della sfera metidrica

Il progetto abbandonato fu ripreso da alcuni scienziati negli anni successivi che, trovati i disegni originali dello stesso inventore, furono in grado di riprodurre la stessa sfera di dimensioni inferiori e concepita per un utilizzo completamente differente ma che non si allontanava dal raggiungimento del fondale marino.

 

Prinicipalmente l’idea era quella di utilizzarlo in posti dove l’uomo avrebbe più difficoltà con le sue sole forze e dove la natura ha il sopravvento; così sono nati i palloni di sollevamento che permettono il recupero dai fondali marini di alcuni carichi relativamente pesanti.

 

La sua struttura prevede una sacca molto robusta in grado di trattenere l’aria ed ha in dotazione delle maniglie in linea al peso che può sostenere sollevando determinati carichi; in questo modo è possibile spostare il carico in acqua, anche orizzontalmente e senza nessun tipo di danno durante il processo di sollevamento.

 

L’utilizzo nel tempo dei palloni di sollevamento

Con il passare del tempo si è deciso di usare i palloni per recuperare relitti marini, oggetti preziosi nei fondali e tutto ciò che era possibile recuperare.

 

Uno dei primi utilizzi marini è stato effettuato con il Titanic dove, grazie a delle assi dove erano collegati i palloni ed un sottomarino, è stato riportato in superficie un pezzo della prua della famosa nave, e con lei i numerosi oggetti di valore che sono stati successivamente venduti all’asta per millioni di sterline oppure donati a musei per raccontarne la storia.

 

Oggi, i palloni di sollevamento sono molto utilizzati per recuperare delle navi, per effetuare dei test idraulici e anche come supporto per emergenze in mare.

 

Anche nel recente recupero della nave Concordia sono stati utilizzati, apportando un ottimo risultato sia per quanto riguarda l’obiettivo della missione e soprattuto per ridurre al minimo i danni dell’ambiente marino, recuperando oggetti ed altro che era ormai sepolto nei fondali marini da più di un anno e mezzo.

 

I palloni possono essere a paracadute e permettono di portare carichi a seconda del loro peso; ed inoltre ad aria prigioniera stagna, con la presenza di una cerniera che consente di inserire all’interno l’oggetto da recuperare.

 

Questo strumento è diventato ormai insostituibile per i subacquei e le aziende che offrono servizi di assistenza marina, e grazie anche alle tecnologie scoperte e messe a disposizione dagli scienziati, oggi le acque sono più sicure.

Come funzionano i palloni di sollevamento

Nei palloni di sollevamento è presente anche una valvola di sovrapressione che, se regolata correttamente, mantiene un volume d’aria costante e quindi una velocità lineare di risalita del carico; se la valvola non è presente o non viene regolata correttamente, la velocità di risalita sarà più elevata in quanto, secondo la legge di Boyle, l’aria si espande al diminuire della pressione.

 

La capacità di sollevamento viene determinata dal sacco: un sacco da 200 litri può sollevare circa 200 kg e quindi, secondo il principio di Archimede, se già il corpo che viene sollevato riceve una spinta verso l’alto, questo vuole dire che è possibile portare in superficie dei carichi superiori alla spinta generata.

 

Ancora oggi possiamo confermare che l’evoluzione della storia ha portato numerosi vantaggi all’attuale tecnologia, perchè proprio partendo a una semplice idea, un esperimento banale o piccole invenzioni, che oggi possiamo sperimentare numerosi servizi da offrire ai clienti che ne richiedono la necessità.

 

I palloni di sollevamento al giorno d’oggi

Al giorno d’oggi questi strumenti sono fondamentali per recuperare qualsiasi tipo di oggetto o relitto che ha subito dei danni nel fondali marini; tutte gli ultimi avvenimenti che ci sono stati nelle acque marine si sono muniti di questo prodotto proprio perchè garantisce un risultato quasi impeccabile ed è ormai prioritario per tutti coloro che svolgono questo lavoro.

 

In questo caso è sempre utile affidarsi a partner che sanno come svolgere questo lavoro per poter ottenere un risultato ottimale, anche se in tempi medio-lunghi.

L’Italia è ricca di inventori e poeti che hanno fatto la storia, che hanno valorizzato il tempo trascorso, che hanno portato quell’innovazione di cui oggi ne usufruiamo pienamente e Corzetto è stato uno dei più grandi inventori Italiani mai esistiti.

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