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DAG- Avvalersi di una psicologa. Milano offre soluzioni

Combattere l’ansia generalizzata, prima che diventi degenerativa, con l’aiuto di una psicologa. Milano, una delle città con le professionalità più interessanti.

Lo stress lavorativo, l’ossessione di avere sempre poco tempo a disposizione, l’incapacità di gestire tutti gli impegni, possono portare a vivere stati di ansia e momenti difficili che, se non arginati, possono degenerare sino a diventare vere e proprie patologie.

Statistiche recenti, dimostrano quanto anche in Italia i casi di ansia generalizzata stiano esponenzialmente aumentando. Le richieste di aiuto agli esperti diventano sempre più frequenti. Scegliere l’esperto giusto è, certamente, il primo passo da fare: a seconda di preferenze soggettive, si può infatti decidere se avvalersi dell’aiuto di uno psicologo o di una psicologa. Milano, come molte altre città italiane, vanta una moltitudine di studi validi e specializzati.

Tuttavia in questa sede si proverà a fare chiarezza sull’ansia generalizzata (DAG): un disturbo molto comune, chiamato anche da rimuginio.

  • DAG – Che cosa è, in cosa consiste? Approfondimento:

L’ansia generalizzata è una manifestazione di ansia eccessiva o di preoccupazione che può manifestarsi in caso di mancanza di riposo, stress eccessivo o preoccupazione. Il disturbo può originare comportamenti atipici nel soggetto, come per esempio: irritabilità, difficoltà di concentrazione, alterazioni dei ritmi sonno/veglia e tensione muscolare.

I principali campanelli di allarme di tale patologia possono essere la completa incapacità di rilassarsi, le rimuginazioni eccessive e spropositata irritabilità. Il fattore preoccupante, che induce gli specialisti a considerare questo disturbo una vera e propria patologia, è l’incapacità di controllarsi. Per questo nel caso in cui le rimuginazioni fossero vissute come disturbanti o incontrollabili, sarebbe opportuno cercare di arginarle con il supporto di una figura medica di riferimento.

  • Preoccupazioni sintomatiche di eventi esterni e la paura

Nel 1994 Adrian Wells, il fondatore della terapia metacognitiva, ha identificato due tipi differenti di preoccupazione: quelle riguardanti gli eventi esterni quotidiani e quelli, invece, riguardanti la paura.

Questi ultimi sono i più preoccupanti in quanto, se non arginati, possono portare anche alla follia e diventare pertanto molto pericolosi.

È molto difficile discernere lo stato degenerativo del malessere da preoccupazioni comuni e normali in quanto vi è, generalmente, la convinzione che prepararsi mentalmente alle conseguenze di eventi spiacevoli o drammatici, possa essere quasi un atteggiamento preventivo e terapeutico. In verità, questo atteggiamento può essere fonte di ulteriori problematiche come l’aumento esponenziale della paura davanti agli imprevisti o alle ipotesi catastrofiche che possono riguardare il soggetto stesso o le persone a lui care. Rassicurare i soggetti affetti da questa patologia non sempre può essere una soluzione positiva, in quanto i soggetti stessi spesso tendono a diventare dipendenti da queste rassicurazioni, fino a cadere in stati di dipendenza ancora più preoccupanti.

 

 

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