Miscellanea

Perdita dei capelli: effluvio o defluvio?

Perdere i capelli fa paura e una perdita improvvisa e massiccia in generale spaventa molto più di una perdita graduale che coinvolge una quantità relativa di capelli.

È importante sapere però che molto spesso è la perdita di capelli modesta ma costante nel tempo a celare dietro di sé l’avvento di una caduta che potrebbe anche rivelarsi definitiva.

Per questo, la perdita capelli si distingue in due principali tipologie, a seconda di come si manifesta, e in medicina viene distinta tra Effluvio e Defluvio.
Sappiamo che i capelli crescono ciclicamente e attraversano tre fasi: la fase di crescita detta Anagen, quella di regressione della Catagen e il periodo di riposo, Telogen.

perdita dei capelli

La perdita di capelli definita come Effluvio è quella più vistosa e, apparentemente, preoccupante, ma è anche quella che porta con sé, in linea di massima, una minor pericolo di calvizie irreversibile.
In questo caso infatti la caduta è generalmente causata da episodi stressanti fisicamente e psicologicamente, che portano ad una perdita quotidiana di centinaia (o addirittura migliaia) di capelli, ma per un periodo limitato: il fenomeno è reversibile ed è molto comune.
Se avviene in fase Telogen può colpire anche l’85% dei capelli e provocare una perdita diffusa, ma difficilmente si protrae oltre i 3 mesi. In seguito, la caduta si arresta e i capelli ricrescono spontaneamente.
La perdita dei capelli causata da un episodio emotivamente destabilizzante può avvenire anche nella fase di crescita del capello (Anagen): in questo caso, dato che i capelli cadono prima del raggiungimento della fase di riposo, può succedere che si manifesti l’alopecia areata (o a chiazze), che nella maggior parte dei casi si risolve comunque spontaneamente.

Si parla di Defluvio, invece, quando la perdita dei capelli è di entità modesta ma progressiva: in questo caso infatti avviene una vera e propria involuzione del capello e un’atrofia del follicolo che quindi non sarà più in grado di produrre nuovi capelli.
I capelli che cadono, dal canto loro, sono sempre più corti e fini, con bulbi poco sviluppati.
Anche in questo caso la perdita dei capelli può avvenire sia in fase Anagen che Telogen, in base alla causa più o meno improvvisa che l’ha provocata (come ad esempio alcune gravi patologie del cuoio capelluto).
Il più comune risultato del defluvio è l’alopecia androgenetica, che colpisce il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo punto della loro vita.

Una perdita di capelli improvvisa o comunque anomala non deve dunque destare un’immediata ansia o paura in chi la subisce, ma richiede in ogni caso un approfondimento diagnostico che consenta di capirne l’origine e di cercare dunque la soluzione più adatta al proprio problema, sia esso più o meno transitorio.