Bologna Service Jam

Dopo due entusiasmanti giorni di progettazione che ha visto l’acceleratore bolognese Working Capital come punto d’incontro formativo, si possono tirare le somme di come le tecniche del service design e del design thinking possano essere divertenti, stimolanti e produttive. L’obiettivo è creare dei servizi user-centered che potrebbero, a loro modo, cambiare la nostra quotidianità. Questo processo di creazione che parte delle esigenze degli utenti e che si sviluppa seguendo il loro punto di vista, non poteva trovare spazio migliore di Working Capital, che fra i suoi obiettivi ha scouting di giovani talenti. Lo scopo è progettare…

Bologna Service Jam

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Dopo due entusiasmanti giorni di progettazione che ha visto l’acceleratore bolognese Working Capital come punto d’incontro formativo, si possono tirare le somme di come le tecniche del service design e del design thinking possano essere divertenti, stimolanti e produttive. L’obiettivo è creare dei servizi user-centered che potrebbero, a loro modo, cambiare la nostra quotidianità. Questo processo di creazione che parte delle esigenze degli utenti e che si sviluppa seguendo il loro punto di vista, non poteva trovare spazio migliore di Working Capital, che fra i suoi obiettivi ha scouting di giovani talenti.

Lo scopo è progettare un prodotto innovativo in 48 ore e più di 100 città nel mondo hanno partecipato in contemporanea a questa iniziativa dove gli appassionati di service design e design thinking si sono riuniti per dare sfogo alla propria progettualità.

La capitale dell’Emilia Romagna non poteva essere da meno.

Bologna Service Jam è un evento atteso da molto tempo, per le caratteristiche (non convenzionali) insite nel proprio modo di innovare basate su cooperazione, approccio multidisciplinare e tanta inventiva tanto da renderlo speciale e imperdibile. La Jam non è solo parlare; le idee devono essere trasformate in qualcosa di concreto.

Con lo stesso spirito di una Jam session, persone con diversi background si riuniscono insieme portando i propri strumenti, le proprie abilità e la propria voglia di divertirsi. I vari team, formati per l’occasione, Cabbzle, Gasa, Baby Cluster e Questo non è un Museo hanno condiviso le proprie idee, hanno progettato servizi innovativi e sfruttato il contesto favorevole dell’acceleratore per realizzare attività che altrimenti, in solitario, sarebbero state impossibile da realizzare.

Per l’occasione è stato pensato un tale approccio anche per i più piccoli, tramite un laboratorio dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni; il Children Design Jam ha avuto come scopo istruire e sensibilizzare al design tutti gli attori coinvolti, figli e genitori, stimolando il loro spirito di osservazione. Per l’occasione abbiamo scelto un tema vincente: riprogettare la scuola, ma secondo il punto di vista dei bambini!

Bologna Service Jam è stato un bellissimo pretesto per mettere in pratica le metodologie di questo semplice (e strabiliante) modus operandi. Abbiamo cercato di ricreare – all’interno dell’acceleratore – un ecosistema composto da forte spirito di osservazione e da talento genuino. In campo elementi importanti: la fantasia dei più piccoli e la voglia dei più grandi di mettersi in gioco.

La Redazione

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