Colpo di scena Berlusconi, c’è l’appoggio a Marchini

Correva il 1994 quando Silvio Berlusconi, in pieno disfacimento della Prima Repubblica e nel turbinio di Tangentopoli, decise di scendere in campo, fondando Forza Italia e candidandosi alle elezioni, che poi vinse. Da allora sono passati 22 anni, tanti governi, tante polemiche e tanti avversari. Un lasso di tempo dove però l'ex Cavaliere, tra successi e sconfitte, ha sempre mantenuto fede ad una caratteristica : ogni volta che veniva dato per finito eccolo che con un colpo di coda ritornava in auge. Va sottolineato però che in questo caso non stiamo parlando di un politico comune, ma di un leader che può contare sull'appoggio di almeno tre canali televisivi e di svariati giornali e giornali. Una anomalia tutta italiana che val sempre bene ricordarla perchè è un aspetto che non può non essere tralasciato nel fare un'analisi politica del nostro paese, cosa che sanno benissimo sia gli avversari ma soprattutto gli alleati dell'uomo di Arcore. Prima sono state le vicende giudiziarie a far sembrare che la sua carriera politica fosse finita, poi le elezioni del 2013 dove era dato come grande sconfitto ed invece che riuscì clamorosamente a recuperare riuscendo perlomeno a non far vincere un centrosinistra obbligato, prima col governo Letta o poi con l'attuale Renzi, a cercare alleanze trasversali. Ma gli anni passano per tutti e la figura di Berlusconi, come riferimento del centrodestra e dell'opposizione, sembrava esser offuscata, scavalcato da quel Salvini che spopola sui social network e dalla Meloni che pare aver ridato alla destra una figura credibile su cui puntare.

A Roma la partita decisiva

L'elezione del sindaco di Roma è una partita che ha valenza nazionale per il futuro del centrodestra. In principio infatti la coalizione è formata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia, così come avviene in molti degli altri comuni chiamati al voto. Nella capitale invece ecco che la situazione esplode. C'è una spaccatura che ha un significato ben preciso : andiamo separati e chi prende più voti è il nuovo leader della coalizione. Una sfida lanciata dai due giovani rampanti, per l'occasioni coalizzati nella candidatura della meloni, al vecchio capo proprio nel momento in cui Forza Italia viene data al minimo storico poco sopra al 10%. Però ecco il colpo di scena. Proprio mentre Guido Bertolaso, il candidato azzurro, era alle prese con la campagna elettorale, tra comizi, bandiere e dj Roma per le varie feste arriva la notizia bomba. L'ex capo della Protezione Civile fa un passo indietro, e tutte le sue liste e partiti che lo sostenevano convergono verso il candidato civico Alfio Marchini. Un colpo di teatro che ha mandato su tutte le furie la Meloni e Salvini. Con l'allargamento della sua coalizione infatti ora è proprio Marchini ad essere nei sondaggi più vicino alla raggi del Movimento Cinque Stelle, con buone possibilità di vittoria nel caso del ballottaggio. Con un successo del proprio uomo in un colpo solo Berlusconi troverebbe il suo erede naturale in una persona che ha sempre stimato, nonostante venga da una storia più vicina alla sinistra, ed in più darebbe una sorte di lezione ai candidati ribelli, facendo capire che è ancora lui quello che comanda.

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