Come trovare il nome adatto ad una startup, la storia di AdEspresso

Come trovare il nome adatto ad una startup, la storia di AdEspresso

Start-Up ed Innovazione by Chefuturo.it

Come dare un nome ad una startup? A volte ti svegli la mattina con un nome in testa, cerchi la disponibilità del dominio e via sei pronto a partire. Ma altre volte è molto più complicato.

Quando abbiamo iniziato il nostro progetto avevamo una visione chiara del prodotto: creare un servizio semplice e funzionale per gestire e ottimizzare l’advertising su Facebook.

Ci siamo concentrati sullo sviluppo e ignorato il naming per molti mesi fino a febbraio 2012. In quel momento avevamo un ottimo prototipo, che richiedeva un altrettanto ottimo nome.

In un brain-storming abbiamo deciso le caratteristiche che il nostro nome avrebbe dovuto avere. Volevamo che fosse:

-il più breve possibile

-facile da ricordare

-facile da pronunciare in ogni lingua

-disponibile .com e .it

-che iniziasse con una lettere tra la a e la g per essere in cima alle liste ordinate alfabeticamente.

Abbiamo organizzato una serie di incontri con tutto il team scrivendo ogni nome che ci veniva in mente. il 30% del tempo è stato speso pensando a nomi molto divertenti ma assolutamente inutili, il restante 70 % aveva portato a nomi potenzialmente buoni, per poi scoprire però che i domini non erano liberi.

Spendere o no cinquanta o centomila dollari per un dominio?

Inizialmente abbiamo cercato nomi di dominio brevi, di 4 o 5 caratteri. Tutti erano già presi, a meno che non avessimo voluto chiamarci Wjyxh.com. Altri domini, brevi e attraenti, erano in vendita sui vari marketplace (Sedo, BrandBucket) ma i costi superavano i 50 o 100.000 dollari. Troppo! Avevamo messo in conto la possibilità di comprare un dominio già registrato, ma ci eravamo prefissati un budget massimo di 3 mila dollari.

Un dominio che davvero mi piaceva era Promoto: breve, facile da ricordare e pieno di O, che generalmente sono pronunciate allo stesso modo in ogni lingua. Inoltre il proprietario del dominio lo stava vendendo per un buon prezzo. Eppure all’interno dell’azienda ad alcuni piaceva, altri dicevano che sembrava un servizio legato a motociclette, o a Motorola. Perciò abbiamo deciso di usare un approccio più analitico.

Abbiamo scelto una parola chiave ed abbiamo deciso di collegarci qualcosa di cool alla fine. Ma neanche questo ha funzionato.

Ogni possibile combinazione sembrava già registrata. Inoltre alcune combinazioni sembravano più uno spam Seo che un vero brand.

Il tempo stava finendo, avevamo cercato di essere creativi ma non aveva funzionato.

Quindi abbiamo pensato a dei domini che sono generalmente trendy per le startup, come ad esempio like.ly. (come bit.ly).

Poi ci è venuta un’idea. Chiamiamo la nostra compagnia Forgely: è breve, semplice da pronunciare, i domini sono disponibili e inizia per F.

Abbiamo comprato il dominio Forgely, finalmente.

Quindi abbiamo aggiornato il nostro sito e il design della nostra applicazione, abbiamo stampato i nostri biglietti da visita e i volantini, abbiamo registrato ogni possibile dominio con il nome Forgely.

Ma in realtà la festa è durata poco: nessuno tra noi era veramente convinto che il nome Forgely fosse quello giusto. Non riuscivamo ad  immaginarci mentre dicevamo: “Ehi, lavoro da Forgely”.

Un’altra cosa molto importante è che dovevamo condividere il nome con persone che sono al di fuori della nostra compagnia e guardare le loro facce. Ti assicuro, è veramente semplice capire cosa stanno pensando: “Wow, come hai fatto a trovare questo nome così fico?” oppure “o mio Dio, quanti aperolspritz hai dovuto bere per trovare un nome così folle?” .

Cinque giorni al debutto della nostra azienda in Silicon Valley e ancora nessun nome.

A questo punto mancavano solo 5 giorni al nostro viaggio per la Silicon Valley per presentare il nostro prodotto. Mancava solo una cosa da fare.

Dovevamo contro verificare il nome con una persona di fiducia. Questa persona per fortuna era Francesco Mantegazzini, responsabile dell’investor relations and business developement al Sole 24 Ore.

Francesco ha revisionato la nostra presentazione silenziosamente. Alla fine ci ha guardato e ha detto: “Siete pazzi? non potete assolutamente andare negli Stati Uniti e presentare una startup che si chiama Forgely, cosa significa? E soprattutto Forgely suona come forgery, che significa contraffare. E’ una parola a cui vorreste essere associati?!”

Tutto sembrava perso. Poi mentre eravamo seduti e stavamo bevendo il nostro quarto caffè, qualcuno disse, per scherzo: “Ad espresso, what else ?”.

Lo slogan cool probabilmente ci avrebbe fatto incontrare i legali della Nespresso molto presto. Ma eravamo tutti molto entusiasti del nome. Rispondeva a quasi tutti  i nostri criteri, inoltre aveva un chiaro link alle nostre origine italiane.

Per questa ragione siamo arrivati alla nostra conferenza in Silicon Valley con la nostra nuova identità: Adespresso. Dio benedica Francesco Mantegazzini.

AdEspresso

Lezioni imparate su come chiamare la tua startup.

Sulla base della nostra esperienza vorrei condividere alcuni consigli su come dare nome alla vostra startup.

1) Definisci alcune regole base per il tuo brand prima di iniziare il brain-storming.

2) Decidi un massimo budget per comprare un dominio già esistente

3) Una volta fatta una lista di potenziali nomi, ripetili ad alta voce. Immaginati dire: “io lavoro da XXX!”. Funziona?

4) Di il nome a più persone che puoi e verifica le loro reazioni.

5) Trova un amico fidato che sei sicuro ti dica se il nome fa schifo.

6) Quando hai un buon nome, chiediti se spenderai il tuo intero budget per quello. Se la risposta è no, cancellalo.

7) Cambi dell’ultimo minuto sono difficili da gestire ma a volte meritano di essere fatti.

8) Se ti trovi a dubitare del tuo nome verso la fine del gioco è forse perché non è ancora quello giusto.

Spero che condividere la nostra esperienza possa essere utile a qualcun’altro nella stessa situazione.

Hai altri consigli su come trovare il giusto brand? Condividili con noi e lascia un commento. Saremo felici di conoscere la tua esperienza.

Roma, 14 febbraio 2013

FUTURA PAGANO

team_adespresso

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