Green Jobs, possibilità di sviluppo eco-sostenibile

È opinione dell’ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) che il peso degli incentivi all’eolico in bolletta elettrica continuerà a scendere nei prossimi anni, calo confermato anche da GSE (Gestore Servizi Elettrici) che nell’avvio di nuove impianti nel periodo 2015/2020 vede la motivazione principale di questo calo. I dati resi noti dal GSE, sempre disponibile a fornire anche telefonicamente ogni informazione dovesse rendersi necessaria (se vi serve il numero potete trovarlo a questo link), mettono in luce il fatto che per l’eolico la richiesta di partecipazione alle procedure d’asta è stata di molto più elevata rispetto alla effettiva disponibilità e che una percentuale molto bassa di impianti sono entrati in esercizio rispetto ai richiedenti per via dei termini molto estesi.

GSE

 Proseguendo a ben leggere tra le righe, l’ANEV non fa che confrermare la consolidata rotta politica in materia: alla volontà degli investitori di voler sviluppare l’eolico in Italia (e non solo questo), non corrispondono pari interesse ed impegno da parte delle istituzioni. Ovviamente questo continuo disallineamento tra l’interesse del privato ad investire e l’incapacità delle istituzioni di andare incontro al privato è una cosa alquanto triste. I risultati raggiunti dalle rinnovabili nel nostro paese in termini di produzione e distribuzione nel territorio erano impensabili anche solo 10 anni fa e lo stop dato al settore non fa altro che dimostrare una volta di più la miopia di una classe politica inadeguata a gestire il periodo di crisi che stiamo vivendo. Proprio grazie alle energie rinnovabili sarebbe infatti possibile creare migliaia di nuovi posti di lavoro, in buona parte altamente qualificati.

È di poche settimane fa il rapporto Clean Energy Works for US, uno studio che conferma che negli Stati Uniti, negli ultimi tre anni, sono nati oltre 233 mila nuovi posti di lavoro a livello nazionale grazie ai Green Jobs e di questi 233 mila ben 47 mila sono stati creati nell’ultimo anno nell’ambito dell’energia solare e dei veicoli elettrici, portando gli USA al 15% di produzione di energia elettrica grazie alle fonti rinnovabili. Un dato originariamente previsto per il 2040 e che dimostra come in realtà sia possibile conseguire risultati importanti anche in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo.

Il rapporto IREX sulle energie rinnovabili sostiene invece che tali fonti di energia potrebbero creare in italia circa 90.000 posti di lavoro aggiuntivi ed il dibattito, anche a livello europeo, è sempre aperto. Purtroppo l’Europa è unicamente interessata alla grid parity (parità di costo tra un kw prodotto da fonti convenzionali e uno da fonti rinnovabili) e non considera minimamente i benefici in termini di sviluppo economico, sociale e di salvaguardia ambientale. Quest’ultima poi, se considerata anche sotto il profilo della messa in sicurezza del territorio, potrebbe creare un ulteriore considerevole numero di posti di lavoro oltre che generare un indotto di natura fiscale non indifferente che porterebbe lo Stato a rientrare degli investimenti fatti in pochi anni.

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