I Bambini e la dislessia: quale situazione in Italia?

In Italia circa un milione e mezzo di persone soffre di dislessia, un disturbo specifico di apprendimento che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluido. Per un bambino si tratta di un disturbo significativo, destinato a rallentare il percorso di acquisizioni delle capacità di lettura e scrittura, a segnare negativamente il rapporto con gli altri bambini a scuola o nei centri estivi a Roma, e a minare, quando non correttamente riconosciuto, la fiducia nelle proprie capacità. Perché è proprio la mancanza di una diagnosi precoce il problema principale dei bambini affetti da dislessia. Ancora oggi capita troppo spesso che un bambino dislessico, che fatica ad imparare a leggere e a scrivere, venga scambiato da insegnanti e genitori per un bambino pigro, che non si impegna, che non vuole studiare. Secondo l’Associazione Italiana Dislessia, infatti, il 2,5% della popolazione italiana soffre di questo disturbo, ma da un’indagine nei provveditorati solo lo 0,5% degli studenti è riconosciuto oggi come dislessico.

Come si manifesta la dislessia

Per capire meglio di che tipo di disturbo stiamo parlando è importante tenere presente che l’origine della dislessia non è di natura psichica e non è conseguenza di deficit sensoriali o neurologici.

La causa, secondo gli studi più accreditati, è da ricercarsi in un difetto genetico che compromette l’organizzazione di alcune aree del cervello ostacolando l’apprendimento di alcune regole di trasformazione dei segni in suoni e viceversa. Il bambino dislessico, infatti, compie spesso errori nella lettura e nella scrittura invertendo alcune lettere o sillabe (può leggere “talovo” invece che “tavolo”), confondendo alcune lettere uguali ma orientate diversamente come la “p” e la “b”, la “d” e la “q”, scambiando lettere simili come la “m” e la “n”. Non solo, a livello pratico il piccolo può avere delle difficoltà ad imparare delle sequenze come i giorni della settimana, le lettere dell’alfabeto, le tabelline e fare confusione nell’organizzare i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra, ieri/oggi/domani).

L’importanza di una diagnosi precoce

Più tardi viene riconosciuta la dislessia, maggiori e più gravi saranno le conseguenze per il bambino. E’opportuno quindi diagnosticare il prima possibile questo disturbo e aiutare il bambino sia a scuola sia in famiglia. Secondo gli specialisti non è possibile scoprire se il piccolo è dislessico prima di aver concluso la seconda elementare, dopodichè può venir sottoposto a test specifici che permettono di elaborare una valutazione clinica, neuropsicologica e neurofisiologica. E’ importante, davanti ad un sospetto di dislessia, rivolgersi a centri diagnostici specializzati o a professionisti con esperienza specifica, tenendo presente che ad occuparsi più direttamente di questo disturbo sono in genere psicologi, neuropsichiatri infantili e logopedisti.

Come si aiutano i bambini dislessici

Una volta riconosciuto il problema il bambino affetto da dislessia potrà seguire programmi specifici di apprendimento che lo aiuteranno a conquistare le capacità di lettura e scrittura che sono proprie della sua età. Inoltre la tecnologia offre oggi strumenti compensativi in grado di aiutare il bambino nell’apprendimento: registratori vocali in sostituzione degli appunti, software con riconoscimento vocale, libri elettronici, libri vocali, calcolatrice e orologi parlanti. In alcuni casi il bambino andrà rieducato anche alla spazialità attraverso strategie alternative alla verbalizzazione.

Un metodo spesso utilizzato è, ad esempio, quello del colore: legare un fiocco colorato ad un braccio permette al bambino di imparare più rapidamente a riconoscere la destra dalla sinistra. L’aspetto psicologico è ugualmente importante. Nella maggior parte dei casi il fatto di vedere riconosciuto il problema aiuta già il bambino a superare il senso di inadeguatezza che lo ha accompagnato nei primi anni di apprendimento scolastico. E’ indispensabile, poi, fa capire al bambino che anche lui riuscirà ad imparare a leggere e a scrivere ma che per farlo dovrà percorrere strade diverse e accettare tempi diversi. Oggi, infatti, i bambini dislessici hanno buone possibilità di risolvere le difficoltà di apprendimento e di avere, da adulti, una vita del tutto normale.

Associazione Italiana Dislessia

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