Il turista responsabile: chi è e come si comporta?

Da anni ormai si sente parlare di turismo responsabile, ma spesso si ignora il significato di questa espressione. Tutti conosciamo cosa significa il sostantivo turismo e l’aggettivo responsabile, qui inteso nella sua accezione di persona che “si comporta in modo riflessivo ed equilibrato, tenendo sempre consapevolmente presenti i pericoli e i danni che i proprî atti o le proprie decisioni potrebbero comportare per sé e per altri, e cercando di evitare ogni comportamento dannoso” (Dizionario Treccani).

Perché quindi accostare questi due termini? Perché purtroppo ogni comportamento umano, se eseguito in modo non meditato e consapevole, può presentare dei risvolti negativi. Il turismo è un’attività che può avere moltissimi risvolti negativi, alcuni dei quali potrebbero essere più difficili da evitare, altri che possono essere efficacemente combattuti. 

Uno dei risvolti negativi più complessi da evitare è l’inquinamento che ogni spostamento di persone e cose produce. Il turismo, secondo alcune stime rappresenta l’8% delle emissioni di anidride carbonica e altri gas serra. Il turismo sostenibile cerca di eliminare gli effetti dell’inquinamento legato alle attività turistiche, ed è un aspetto del concetto di turismo responsabile.

Moltissimi paesi sono interessati da questi effetti negativi, come ci fa notare il Tappeto Volante Viaggi, tour operator che da molti anni organizza tour in vari paesi asiatici. Ci sono anche effetti negativi del turismo sui quali la scelta del singolo viaggiatore può fare la differenza: un atteggiamento responsabile, che medita alle conseguenze di breve, medio e lungo periodo delle proprie azioni, può far sì che questi effetti siano eliminati o possano comunque essere efficacemente combattuti. Il turista responsabile è quindi colui che riflette su come la sua attività può avere effetti negativi sulla cultura, ambiente, società ed economia del paese che lo ospita, non accetta questi  effetti e vuole trasformarli per farli diventare positivi.

Come si può iniziare a limitare l’impatto negativo del turismo? Riflettendo su alcuni aspetti essenziali come:

  • Scegliere imprese locali: sia per il soggiorno che per il consumo di prodotti

  • Rispetto della cultura locale: non si visita un paese per imporgli le nostre usanze, ma per conoscere ed apprezzare quelle della popolazione locale

  • Educazione ambientale: necessaria per la protezione della flora e la fauna del posto. La nostra presenza può essere benefica per la biodiversità piuttosto che distruttiva.

  • Destagionalizzazione del turismo: evitare la concentrazione di turisti in una sola stagione dell’anno per favorire lo sviluppo dell’economia locale e non avere un impatto troppo aggressivo sull’ecosistema.

  • Ecoturismo: scegliere di visitare un paese a piedi, in biclicletta o usando mezzi sostenibili per l’ambiente ha un effetto positivo su di noi e sul paese che ci ospita. Scegliamo sempre il riciclaggio dei rifiuti. 

  • Uso del trasporto pubblico: usare i mezzi che usa la popolazione ci arricchirà di esperienze e non avrà un effetto negativo sull’ambiente.

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