“L’edilizia è cambiata. Affrontiamo i problemi per ripartire”. Intervista a Giuseppe Sbalchiero (Confartigianato)

Per affrontare la crisi delle costruzioni in Veneto, che sta avendo gravi ripercussioni su imprese e lavoratori, la Confartigianato Imprese Veneto ha definito un preciso piano di azione. Sul tema, è intervenuto Giuseppe Sbalchiero, presidente della Confartigianato Veneto, che ha sottolineato i quattro temi chiave dell’associazione: la rottamazione degli edifici, …

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Officina Veneto:

“L’edilizia è cambiata. Affrontiamo i problemi per ripartire”. Intervista a Giuseppe Sbalchiero (Confartigianato)

Per affrontare la crisi delle costruzioni in Veneto, che sta avendo gravi ripercussioni su imprese e lavoratori, la Confartigianato Imprese Veneto ha definito un preciso piano di azione. Sul tema, è intervenuto Giuseppe Sbalchiero, presidente della Confartigianato Veneto, che ha sottolineato i quattro temi chiave dell’associazione:

  • la rottamazione degli edifici, oltre il “Piano Casa”;
  • le certificazioni in edilizia;
  • il “Social Housing”;
  • le semplificazioni del procedimento.

Presidente, la crisi attanaglia ancora il Veneto, come uscirne?

Siamo consapevoli della grave giuseppe sbalchierocrisi che sta colpendo il settore delle costruzioni in Veneto e delle gravi ripercussioni su imprese e Lavoratori. Altrettanto, siamo consapevoli che la situazione non è destinata a modificarsi: questa crisi non è passeggera, non torneremo come prima. Non dobbiamo, quindi, più pensare a quando finirà ma a come cambierà il mercato delle costruzioni in Veneto e a comportarsi di conseguenza. Le categorie del  “sistema casa” hanno prodotto un orientamento comune verso un’unica direzione e non sono richieste economiche. Le proposte hanno un contenuto più alto, strategico: impegnano la Regione ma anche degli Enti locali, le Associazione di categoria e della società in generale, inclusi i privati cittadini. Le nostre non sono proposte corporative perché guardano ad interessi più generali, alla collettività, alla gente veneta. Abbiamo dato inizio ad un percorso che dovrà ridisegnare il mercato delle costruzioni in Veneto fino al 2020.

Per sperare in un rilancio del settore, continuare a costruire oppure puntare su altre tipologie di interventi?

Se è vero che il territorio è una risorsa limitata che va salvaguardata, anche pensando che  il Veneto è la prima regione turistica in Italia, e se è vero che l’applicazione della direttiva europea sulla tutela del paesaggio introduce il criterio estetico strettamente riconducibile alle qualità della vita, la rottamazione degli edifici ci sembra una prospettiva praticabile. Alla politica chiediamo appositi interventi normativi, nell’alveo delle norme sul cosiddetto “Piano Casa”, per la rottamazione e ristrutturazione degli edifici, anche tenendo conto dei criteri estetico architettonici propri della cultura e le tradizioni venete.

Quali potranno essere le evoluzioni del settore nel prossimo futuro? E quali gli strumenti per accompagnarle?

Anche in Veneto, per effetto della crisi economica ma anche delle tecnologie da “Smart City” (cioè città cablate con internet a banda larga, che consente la massiccia introduzione di applicazioni di domotica e controlli a distanza) assisteremo al fenomeno di concentrazione della popolazione all’interno delle grandi città. In questi grandi processi, che sono di medio lungo termine – ma comunque inesorabili, chiediamo alla Regione Veneto una particolare attenzione al cosiddetto “Social Housing”, ovvero quelle categorie di persone svantaggiate che non sono sotto la soglia della povertà, ma nemmeno nelle condizioni di poter acquistare un’abitazione. Nell’ambito di quanto già si sta facendo in materia di edilizia agevolata, chiediamo poi che la Regione Veneto favorisca l’accesso ai fondi di investimento privati legati al “social housing”, come già sperimentato nei Paesi del Nord Europa.

C’è poi il fronte delle “certificazioni”…

Riteniamo opportuno, per necessità di mercato, che la Regione Veneto favorisca un sistema di certificazione che dia valore alle costruzioni, non solamente sotto il profilo del risparmio energetico (in ordine agli obblighi di legge) ma anche per la scelte dei materiali e la protezione dal rischio sismico.
In altre parole, oltre ai canoni estetici del fabbricato chiediamo sia introdotta una valutazione certificata più ampia come a suo tempo si è visto nel settore manifatturiero con le certificazioni di prodotto e di processo; quelle stesse certificazioni che oggi sono date per scontate, ma che al loro ingresso hanno dato parecchi stimoli verso l’apertura a nuovi mercati.

Uno dei nodi chiave, su cui molte categorie chiedono un intervento deciso da parte delle Istituzioni, è la semplificazione e la s-burocratizzazione degli atti. Anche da parte di Confartigianato si rileva lo stesso problema?

In tema di semplificazione burocratica esiste un paradosso, per certi versi scandaloso, riferito al settore delle costruzioni, dove sono grandi le aspettative create con lo sportello Unico Edilizia e la cosiddetta procedura della S.O.A. (Società Organismi di Attestazione). Ebbene a fronte di un lodevole impegno da parte della Regione Veneto sul fronte delle semplificazioni, agli effetti pratici non è emerso nessun beneficio alle imprese e ai cittadini.
Pareri e vincoli da parte di molteplici soggetti, protocolli informatici diversi e altro ancora: tutte operazioni che, nei fatti, non consentono una sensibile riduzione dei tempi delle procedure. In questo contesto non si intravvede la volontà di cambiamento, una inversione di tendenze che ci faccia ben sperare. Anzi.
Ben inteso: la Regione Veneto, ripetiamo, ha fatto la sua parte standardizzando le procedure e adeguando i sistemi informatici perché possano colloquiare. Purtroppo, però, i soggetti che presiedono alle procedure sono diversi e – troppe volte – appaiono poco inclini a orientarsi verso un effettivo risultato di semplificazione.
Questa situazione, che è facilmente riscontrabile dalle tempistiche delle procedure (rimaste pressoché invariate nel tempo, nonostante gli annunci) creano sentimenti di frustrazione e indignazione da parte delle imprese: piccoli-grandi problemi che vengono amplificati da una crisi devastante di cui non si intravvede la fine. Se poi aggiungiamo il fatto che dietro la farraginosità dei procedimenti si nasconde la corruzione, come è stato ben documentato dai giudici della Corte dei Conti, la situazione diventa veramente insostenibile.

(fonte: Ufficio stampa Confartigianato – Andrea Saviane)

Per questo articolo si ringrazia:

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