Legno, il materiale più utilizzato in arredamento: i legni sostenibili utilizzati dagli studenti del Rycotewood Furniture Centre

Il legno è senza alcun dubbio il materiale più utilizzato nel settore dell’arredamento e del design. È un materiale amato in tutti i paesi del mondo, molto sfruttato anche nel Made in Italy. È normale che sia così. Dopotutto infatti il legno è un materiale caldo, capace di dare vita ad abitazioni accoglienti, un materiale che inoltre è naturale al cento per cento ed ecosostenibile. Ma attenzione, non tutte le tipologie di legno possono oggi come oggi essere considerate ecosostenibili. Alcune infatti sono state sfruttate davvero troppo nel corso degli anni. Hanno comportato quindi un disboscamento eccessivo del pianeta in cui viviamo e la distruzione di molti habitat. Inoltre è importante ricordare che se una specie di legno viene utilizzata in modo eccessivo, ecco che perde anche il suo valore, ecco che diventa obsoleta e poco accattivante. 

 

Ma allora, quali legni sarebbe bene utilizzare per l’arredamento e per il design? 

Sarebbe bene utilizzare le specie di legno meno incentivate, meno utilizzate, quelle che per anni sono state sottovalutate. Sarebbe bene ovviamente che si trattasse anche di legni che sono di semplice reperibilità, disponibili in natura quindi in abbondanza. Se poi questi legni si rigenerano in fretta, tanto meglio ovviamente. Stando a quanto afferma American Hardwood Export Council (Ahec), i legni che rispondono al meglio a queste caratteristiche sono quelli delle latifoglie americane. L’Ahec ha deciso allora di invitare gli studenti del Rycotewood Furniture Centre del City of Oxford College ad utilizzare proprio questi legni per dare vita a dei mobili contenitori. I legni utilizzati sono stati nello specifico quercia rossa, ciliegio e acero americani.

 

Gli studenti hanno dato il meglio di sé nonostante la pandemia 

Gli studenti sono stati incoraggi ad utilizzare i legni di latifoglia americana in modo efficiente ovviamente, così da evitare ogni forma di spreco. Sono stati incoraggiati però a far scendere in campo la loro creatività e a sfruttare varie tecniche di lavorazione, in modo da poter dare vita a pezzi che potessero dirsi davvero eccelsi. Al fianco degli studenti, la designer inglese Nathalie de Leval che ha fatto loro infatti da tutor e ha supervisionato ogni fase. La tutor ha ammesso che a causa della pandemia in atto, gli studenti non hanno vissuto un periodo semplice. Per un paio di settimane gli studenti hanno avuto la possibilità di sperimentare i legni duri americani nei laboratori in presenza. In seguito però hanno dovuto fare affidamento sull’apprendimento online, a causa del lockdown che ha fermato ogni lezione. Gli studenti hanno quindi dovuto necessariamente adattare le pratiche di lavorazione a questa nuova situazione. Se la sono cavata comunque egregiamente e i pezzi che sono riusciti a realizzare infatti hanno davvero dell’incredibile, pezzi unici dal sapore eccezionale. 

 

Le creazioni degli studenti del Rycotewood Furniture Centre

Le creazioni degli studenti del Rycotewood Furniture Centre dimostrano che i legni duri americani sono davvero eccezionali. Sono infatti legni esattamente belli dal punto di vista estetico, ognuno in possesso di caratteristiche proprie, ognuno in possesso di una ben spiccata personalità che li rende diversi da tutti gli altri. Utilizzandoli da soli o in combinazione con altri legni o altri materiali, questi legni sono davvero in grado di garantire la realizzazione di pezzi di arredamento di altissimo livello. Sono legni che hanno dimostrato anche la loro resistenza, la robustezza, così da poter dare vita a pezzi d’arredamento che possono durare a lungo nel tempo.

Gli studenti hanno dato vita a mobili funzionali oltre che belli dal punto di vista estetico. Sono mobili che permettono infatti di tenere la casa in estremo ordine, avendo sempre il necessario per le proprie attività quotidiane a portata di mano. Christoph Kurzman ha realizzato un mobile da té traendo ispirazione dal designer tessile Jo Elbourne e dalla tecnica tradizionale giapponese di posa delle tradizionali stuoie Tatami.  Alastair Minus ha realizzato invece un armadietto per il caffè, da posizionare direttamente in cucina, utilizzando la tecnica della bruciatura e là lavorazione in strisce applicate ad una tela. Alasdair Sandy ha dato vita ad un armadietto per i liquori da parete, mentre Charlie Teager-Neale ha creato un armadietto sempre per i liquori ma da terra, in possesso anche di luce LED. Leo Freechild ha creato un comodino, Will Kenyon una credenza per erbe e spezie, Harry Alvarez-Garmon ha un porta-telefono e chiavi per la zona ingresso, mentre Dan Alexander ha preferito creare infine un armadietto multiuso. Estetica e funzionalità sono insomma andate a braccetto in questi progetti.

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