L’export del made in Italy verso l’Europa

Durante la crisi economica del 2008-2009 il commercio import-export italiano ha attraversato un periodo molto critico, gli scambi internazionali sono rallentati di oltre il 10%. Le previsioni di ripresa erano piuttosto negative, i mercati erano di scarsa liquidità e le intermediazioni finanziarie fra gli Stati erano caratterizzate da molti rischi.

L’Istat rilevò che tra il 2010-2012, le esportazioni delle imprese commerciali italiane con partita Iva comunitaria ebbero una crescita costante e l’andamento positivo continuò per il 2013 ed il 2014. Dopo la crisi ripresero a crescere anche se con i tassi in calo. L’export italiano a dicembre 2014 si è spinto al +6,3% portando la crescita media annuale al 2% con quasi 398 miliardi di €, 8 miliardi in più dell’anno precedente.

I prodotti made in Italy esportati nel grande mercato Europeo, uno dei più floridi al mondo, nel 2014 sono cresciuti di 4 punti percentuali e hanno chiuso nel settore esportazioni il 2014 in positivo. Le esportazioni più consistenti sono avvenute tra Italia e Belgio +15,7%, Italia e Polonia +9,9% e Italia e Repubblica Ceca + 9,3%.

Ottimo si è rilevato, per le piccole e medie imprese italiane, il mercato delle esportazioni con la Francia che si è attestata tra i primi posti per gli scambi commerciali con 9,6 miliardi di €. Anche l’export con la Germania con 8,8 miliardi di € ha avuto un esito positivo, come pure il Regno Unito con 4,6 miliardi di €.

 

Commercio con l’estero andamenti 2016

Per il commercio con l’estero i dati hanno rilevato, nel primo trimestre 2016, un andamento congiunturale divergente, il calo dell’export è stato anche se abbastanza lieve del -0,6% mentre le importazioni hanno avuto una crescita del +0,5%. La flessione delle esportazioni è avvenuta nel mercato dell’Unione Europea specialmente con i prodotti energetici, mentre nelle esportazioni extra Europa l’aumento ha dato un segno positivo del +0,2%.

Nel secondo trimestre 2016, si è rilevato un aumento dell’export +0,7% specialmente nell’Unione Europea +1,6%. Dove nel trimestre precedente i prodotti energetici registrarono un calo, ora hanno avuto una forte crescita con ben il +17,0%.

Le imprese Italiane per difendere le quote di mercato, hanno migliorato la qualità delle loro merci e si sono contenute nei prezzi. Hanno saputo affrontare la crisi finanziaria, economica e commerciale nazionale e internazionale, ottenendo una crescita dell’export significativa, anche se si è aperto un dibattito con gli analisti che dicono che le imprese Italiane hanno un costo elevato e non investono in innovazione.

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