Make in Bologna: porte aperte agli innovatori emiliani!

Da ieri Bologna ha ufficialmente un luogo per accogliere e generare innovazione. Si è alzato il sipario sul nuovo acceleratore di Working Capital. La risposta della community di innovatori e makers è stata entusiasmante, gli spazi di Wcap in Via Oberdan 22 sono stati letteralmente presi d’assalto. Salvo Mizzi, Gianluca Dettori e Antonio Puglisi hanno aperto l’evento salutando e sottolineando la sfida che l’acceleratore ha in serbo: diventare il fiore all’occhiello nella produzione di innovazione della città e della startup scene emiliana. La prima testimonianza della giornata è stata presentata da Andrea Sartori di MakeinBo con l&rsquo…

Make in Bologna: porte aperte agli innovatori emiliani!

Da ieri Bologna ha ufficialmente un luogo per accogliere e generare innovazione. Si è alzato il sipario sul nuovo acceleratore di Working Capital. La risposta della community di innovatori e makers è stata entusiasmante, gli spazi di Wcap in Via Oberdan 22 sono stati letteralmente presi d’assalto.

Salvo Mizzi, Gianluca Dettori e Antonio Puglisi hanno aperto l’evento salutando e sottolineando la sfida che l’acceleratore ha in serbo: diventare il fiore all’occhiello nella produzione di innovazione della città e della startup scene emiliana.

La prima testimonianza della giornata è stata presentata da Andrea Sartori di MakeinBo con l’illustrazione di E-vaso, il vaso intelligente dotato di fotocellule che cammina seguendo la luce del sole. Il progetto, ha spiegato Sartori, è nato con il contributo della community dei makers che attraverso le digital fabrication e i fab lab promuovono la cultura del making in città.

Successivamente è stato il momento di un innovatore pugliese, ma bolognese d’adozione: Max Ciociola, founder e CEO di musiXmatch, che ha parlato di come sia nata la sua passione per il digitale, dal Commodore 64 della sua cameretta fino all’incontro a Bologna con i founder di Google Larry Page e Sergey Brin, esperienza che lo ha portato a capire una cosa decisiva: “La mia San Francisco sarà Bologna”. Il messaggio che Ciociola evidenzia è che: “A Bologna e in Italia si può fare. Qui il distretto digitale dà lavoro a 2000 persone, perché qui si può produrre tecnologia innovativa e poi esportarla in tutto il mondo”. Per Ciociola, il nuovo Wcap sarà lo spazio dove chi entra dovrà sentire “puzza d’innovazione”.

Dopo il saluto dedicato a Marco Zamperini, da parte di Salvo Mizzi e del pubblico, è stato il momento del panel con le startup dell’ecosistema Emilia. Erano presenti alla discussione: Andrea Cattabriga di Slowd, Massimo Ciuffreda di wiMAN, Pietro Ferraris di Map2app, Franco Bondi di +Plugg e Tonia Maffeo di Spreaker. Le storie raccontate hanno tutte in comune il punto di partenza: produrre servizi tecnologicamente avanzati a partire da un’idea in stretta relazione con le esigenze del territorio; sia che si tratti di gap da colmare come per wiMan, che nasce in Puglia da un paese privo di Adsl, sia che si tratti di ricchezze da valorizzare, come Map2app, app per creare guide turistiche interattive, e Slowd, che fa matching tra i designer e l’abilità degli artigiani per produrre un prodotto custom on demand. Per tutte queste realtà ed altre, gli spazi di Wcap saranno il nuovo punto di riferimento, o addirittura la nuova casa dove stabilire il proprio ufficio, come ha detto Tonia Maffeo di Spreaker, app che permette a chiunque di creare la propria radio e che ha raggiunto il 65° posto nel ranking delle startup internazionali.

L’altra testimonianza in programma ha riguardato il racconto dell’app Ariadne GPS sviluppata da Giovanni Luca Ciaffoni: “la mia è la storia di un’idea che si è trasformata in una bellissima esperienza…si è creato un network che ha collaborato con me”. Ariadne GPS aiuta a migliorare la vita delle persone non vedenti. La Apple ha inserito la sua storia in un emozionante video creato ad hoc per il Keynote del 2012 tenutosi a San Francisco nell’ambito del WWDC.

Dopo è stato il turno del Professore Giovanni Corazza dell’Università di Bologna e Fondazione Guglielmo Marconi che ha parlato della necessità per uno startupper di uscire dai confini della comodità come “state of mind”. Cinque sono le regole secondo il professore per riuscire a generare una nuova idea: motivazione, mappe e strumenti, curiosità, valore e viaggio. Ci si aspetta una relazione attiva con l’Università di Bologna come asset per valorizzare il network di Wcap.

A concludere la giornata il panel con i rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni, come altro elemento centrale per lo sviluppo dell’acceleratore bolognese. Sul palco Alessandro Grandi dell’Università di Bologna (Alma Cube), Matteo Lepore del Comune di Bologna, Paolo Bonaretti di Aster, Morena Diazzi della Regione Emilia-Romagna e Manuela Mangiagalli di In the Boardroom – ValoreD. Gli interventi hanno sottolineato la presenza di un tessuto, emiliano e bolognese, già fertile di imprese e talenti. Serve invece un salto di qualità, come ha sostenuto Matteo Lepore: ”dobbiamo far entrare le startup dentro le imprese già esistenti”.

Prima di passare all’aperitivo di networking Salvo Mizzi ha annunciato alcune delle novità del programma Wcap 2014: 40 grant e 40 startup da accelerare nei 4 spazi: Catania, Milano, Roma e ora anche Bologna.

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