L'acquario di barriera è una tipologia ad acqua salata, che ha lo scopo di riprodurre il biotipo marino con una porzione di barriera corallina e di pesci esotici. Implica l'utilizzo di vasche molto ampie (da 200 a 2000 litri), con costose apparecchiature, ma ha un aspetto veramente unico nel suo genere, in quanto i coralli e la fauna ittica contribuiscono a rendere l'ambiente arricchito da una fantastica policromia. Si sta diffondendo presso una fascia sempre più alta di appassionati; la caratteristica principale di questo biotipo è la presenza di rocce vive prelevate direttamente in natura, la cui estrema porosità consente lo sviluppo di una flora batterica al loro interno.
L'acquario di acqua dolce ospita principalmente piante e pesci provenienti da habitat come laghi, fiumi, pozze di acqua dolce o paludi, ed il suo allestimento è più agevole e meno costoso rispetto a quello di barriera.
In ambedue i casi, è consigliabile che l'acquariofilo si documenti attentamente prima di optare per una delle due possibilità.

Caratteristiche dell'acquario di barriera

Per allestire un acquario di barriera, è necessario innanzitutto utilizzare acqua di osmosi, per poter sciogliere i sali artificiali indispensabili per ottenere le condizioni chimiche dell'acqua delle barriere coralline.
Le vasche devono essere obbligatoriamente aperte, per consentire l'evaporazione dell'acqua salata, e per permettere lo scambio gassoso con l'esterno.
Non è necessario utilizzare alcun aeratore che andrebbe a modificare i valori del pH, causando gravi problemi alla flora ed alla fauna presenti. Si possono inserire alghe come la Caulerpa, che abbattono i nitrati, ed alghe coralline, che spesso imprimono un meraviglioso colore viola alle rocce. Caratteristici sono i coralli, sia molli che duri, ed un'ampia varietà di invertebrati.
Per mantenere alta la percentuale di calcio, che consente la crescita degli scheletri corallini, è importante utilizzare l'anidride carbonica, mediante il "reattore di calcio". La fauna ittica caratteristica di questo acquario, deve essere prelevata in natura, in quanto non tutte le specie si riescono a riprodurre in cattività. Bisogna ricordare che i batteri che vivono all'interno delle rocce trasformano i nitrati in azoto gassoso. Di fondamentale importanza risulta la presenza di uno schiumatoio, un sistema di filtrazione che permette di eliminare i rifiuti azotati presenti in acqua, attraverso un procedimento di filtrazione che non implica l'utilizzo di un filtro biologico (come avviene nell'acquario ad acqua dolce).

Acquario di acqua dolce

Molto più gestibile ed economico, questo tipo di acquario è il più diffuso per vari motivi. Come substrato viene utilizzata acqua di osmosi miscelata a quella di rubinetto, entro cui viene inserito un aeratore che ha lo scopo di innalzare il livello di ossigeno sciolto, e di utilizzare l'anidride carbonica per incentivare la fotosintesi.
Sia le piante che la fauna ittica vivono bene in cattività, e la loro riproduzione avviene in maniera piuttosto facile; la filtrazione può essere sia meccanica (artificiale), che biologica (naturale), realizzata ad opera dei batteri presenti negli appositi substrati. Una caratteristica molto vantaggiosa è rappresentata dal fatto che i parametri dell'acqua risultano notevolmente più stabili rispetto a quelli dell'acquario di barriera.
L'illuminazione non svolge un ruolo indispensabile, ed è possibile utilizzare farmaci per la cura di alcune malattie, senza alterare l'equilibrio dell'acquario, che in generale è dotato di maggiore tolleranza verso qualsiasi tipo di variazione termica.

Confronto tra costi e manutenzione

Un acquario di barriera implica sicuramente una maggiore difficoltà di manutenzione ed una spesa più ingente rispetto a quello di acqua dolce. Infatti, sia la fauna ittica che i coralli sono elementi molto costosi e che richiedono cure particolari per la loro sopravvivenza, che non può venire supportata dall'utilizzo di alcun farmaco, mal tollerato dai coralli. Inoltre, l'illuminazione rappresenta la condizione indispensabile per un acquario di barriera, in quanto esso contiene alghe fotosintetiche indispensabili per la vita degli invertebrati in esso presenti.

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