Realtà aumentata: Francesco Giartosio e GlassUp, la sfida italiana ai GoogleGlass.

Il mondo tech è in continua evoluzione e le nuove tecnologie, quali la realtà aumentata e i wearable devices, stanno conquistando sempre maggiori segmenti di mercato e i loro trend sono in costante crescita. In quest’ottica si inseriscono i GoogleGlass, gli “occhiali futuristici” prodotti dal colosso di Mountain View, agli onori della cronaca dalla primavera del 2012. In questo device mondo reale e mondo virtuale si sovrappongono per leggere email, notifiche, e tweet senza impugnare uno smartphone. O scattare foto e girare video presi direttamente dal proprio campo visivo. L’Italia non si è trovata impreparata dinnanzi a questo…

Realtà aumentata: Francesco Giartosio e GlassUp, la sfida italiana ai GoogleGlass.

GlassUP

Il mondo tech è in continua evoluzione e le nuove tecnologie, quali la realtà aumentata e i wearable devices, stanno conquistando sempre maggiori segmenti di mercato e i loro trend sono in costante crescita.

In quest’ottica si inseriscono i GoogleGlass, gli “occhiali futuristici” prodotti dal colosso di Mountain View, agli onori della cronaca dalla primavera del 2012. In questo device mondo reale e mondo virtuale si sovrappongono per leggere email, notifiche, e tweet senza impugnare uno smartphone. O scattare foto e girare video presi direttamente dal proprio campo visivo.

L’Italia non si è trovata impreparata dinnanzi a questo annuncio di “Big G”; anzi, orgogliosamente aveva già la risposta dinnanzi a questa sfida high tech : un team di 3 ricercatori che, dall’anno precedente, stava realizzando in silenzio i GlassUp, occhiali multimediali per la realtà aumentata.

Abbiamo intervistato Francesco Giartosio, ideatore dei GlassUp, in commercio dal febbraio 2014.

Come è nata l’idea dei GlassUp?

“L’idea è nata nella mia testa durante l’estate del 2011: Volevo degli occhiali che fossero in grado di compiere determinate azioni. Questa idea mi ha accompagnato anche nel corso dei mesi successivi e quando ho deciso di darle forma mi sono messo alla ricerca di qualcuno che fosse esperto di ottica.

E’ entrato, così, nel team Gianluigi Tregnaghi, uno dei massimi esperti di ottica e che aveva già fatto degli studi sulla realtà aumentata per i parabrezza della Lancia Thema e i caschi dei piloti di Tornado.

Con lui siamo subito partiti con lo studio di fattibilità; abbiamo lavorato tranquillamente fino alla primavera del 2012, quando Google ha diffuso la notizia di voler fare la stessa cosa.

Dinnanzi a questa notizia inaspettata, ci siamo trovati ad un bivio: Lasciar perdere o continuare?
Abbiamo optato per questa seconda strada e ci siamo messi alla ricerca di qualcuno che ci aiutasse per l’elettronica, il software e le montature.

Abbiamo avuto molti contatti con diverse aziende; in particolar modo con la SI14, che aveva costruito un orologio in realtà aumentata. Era proprio questo ciò che cercavamo: Avendo prodotto un orologio in realtà aumentata, avrebbero potuto produrre anche degli occhiali, in quanto sia l’uno che l’altro non sono altro che output del telefonino. E’ entrato così in società Andrea Tellarin, Ad della Si14″.

Quando saranno disponibili sul mercato i GlassUp?

“I GlassUp saranno disponibili sul mercato entro maggio 2014, a settembre 2013 verrà presentato il prototipo semi-completo; a novembre 2013 quello definitivo. A febbraio 2014 saranno disponibili già 100 pezzi in modo da farli vedere ai distributori”.

Quali app intendete implementare sui GlassUp? C’è qualche sviluppatore che ci sta già lavorando?

“Abbiamo centinaia di sviluppatori interessati ai GlassUp; le API sono quasi pronte e stiamo cominciando, proprio in questi giorni, a discutere con sei sviluppatori.

Le app che maggiormente vogliamo implementare sono quelle legate allo sport, perché godono di un mercato enorme, nonché quelle legate al turismo, ai musei e anche ai sordi, perché siamo entusiasti dell’utilità sociale che può avere un’app che permette ai sordi di vedere le parole dei loro interlocutori”.

Quale è, secondo lei, la differenza più rilevante tra GlassUp e GoogleGlass?

“Sicuramente quella di natura tecnologica relativa alla intrusività delle informazioni fornite dall’occhiale nel campo visivo di chi lo indossa. Avere davanti agli occhi un’intera schermata, con tanti colori, rischia di confondere le idee. GlassUp, al contrario, mira a brevi messaggi monocromatici, resi riconoscibili tramite semplici simboli. Il risultato finale è «una semplice scritta in sovraimpressione”.

Cosa, invece, accomuna i GlassUp ai GoogleGlass?

“L’idea di fondo è la stessa, permettere alle persone di interagire con il loro mondo in modo più immediato e intuitivo. Si tratta di due diverse implementazioni della stessa idea, noi abbiamo fatto una scelta più minimalista e funzionale, loro puntano più sul sociale”.

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