Russia: i macchinari italiani penalizzati nei concorsi degli enti pubblici

Dmitri Medvedev ha firamto un decreto nel quale si proibisce la partecipazione dei produttori occidentali di macchinari nei concorsi degli enti pubblici.

Come riferisce Interfax, Dmitri Medvedev ha firmato un decreto che blocca la partecipazione dei produttori occidentali di macchinari del settore edilizio, della manutenzione cittadina e dell’esplorazione delle materie prime nei bandi di concorso degli enti pubblici. Questo provvedimento si aggiunge al già presente embargo sui prodotti agro-alimentari, entrambe risposte alle sanzioni effettuate dall’Occidente.

Questo provvedimento – come l’embargo sull’agro-alimentare – danneggerà gravemente l’economia italiana, dato che le imprese italiane sono tra i primi esportatori di macchinari industriali verso la Russia. Arkady Dvrokovich, vicepremier russo, ha precisato che non vi sarà alcun problema, dato che i macchinari necessari possono esser facilmente sostituiti con quelli che si producono in Russia, continuando sulla linea del “tutto prodotto in loco”.

Il danno per l’Italia si prospetta di elevata rilevanza, basti pensare che il mercato russo dell’export di macchinari e beni strumentali dell’edilizia è pari al 26,8% del totale; l’export italiano con la Russia non finisce certo qua, dato che il settore della moda esporta il 21,5% del totale, a cui seguono arredamento (8,4%) e auto motive (7,8%).

La Russia ha sempre rappresentato un mercato di importanza strategica per l’Italia, nel 2013 rappresentava l’ottavo mercato per volumi, nonché primo mercato tra i paesi emergenti. Oltre 30 miliardi di euro è stato l’ammontare totale dei beni scambiati, di cui un terzo è costituito dalle esportazioni italiane e la restante parte (20,06 miliardi) di beni russi importati in Italia. Dal 2014 però, questo trend ha iniziato a rallentare, mostrando un calo del 10,3% rispetto all’anno precedente.

Il trend negativo delle esportazioni italiane è stato causato principalmente dalla risposta russa alle sanzioni occidentali, attraverso l’embargo dei prodotti agro-alimentari, che rappresentavano un fiore all’occhiello dell’export italiano, vedendo nella Russia un mercato fertile e redditizio; a questo, bisogna aggiungere il critico periodo di crisi dell’economia russa, che ha iniziato a mostrarsi negli ultimi 10 mesi del 2014. Le aspettative per il 2015 non sono certo rasserenanti, dato  che le stime di crescita sono state rivalutate dal governo russo, passando da un -0,8% a un -3% del Pil; situazione analoga l’inflazione russa, che è stata stimata intorno al 12% per il 2015, a fronte di un iniziale 7,5%.

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