Salvatore Aranzulla: “La startup scene italiana? Fuffa e vittimismo”

Marco De Rossi intervista Salvatore Aranzulla. Catanese, 23 anni, è il creatore del blog di informatica più seguito d’Italia. Se per misurare il successo di una persona usassimo il rapporto UtentiUniciMese/Età (criterio decisamente contestabile, lo ammetto!) Salvatore Aranzulla, con il suo +4.000.000/23, in Italia sarebbe sul podio. Schivo, gran lavoratore, non bazzica eventi startuppari. Zitto zitto, dalla sua mansarda in viale Montenero a Milano, gestisce i suoi collaboratori in telelavoro, migliora i suoi algoritmi SEO e cerca, contemporaneamente, di stare in dieta e di imparare a cucinare dolci in quantità – letteralmente – industriale. Il motivo? Il suo…

Salvatore Aranzulla: “La startup scene italiana? Fuffa e vittimismo”

Salvatore Aranzulla

Marco De Rossi intervista Salvatore Aranzulla.

Catanese, 23 anni, è il creatore del blog di informatica più seguito d’Italia. Se per misurare il successo di una persona usassimo il rapporto UtentiUniciMese/Età (criterio decisamente contestabile, lo ammetto!) Salvatore Aranzulla, con il suo +4.000.000/23, in Italia sarebbe sul podio.

Schivo, gran lavoratore, non bazzica eventi startuppari. Zitto zitto, dalla sua mansarda in viale Montenero a Milano, gestisce i suoi collaboratori in telelavoro, migliora i suoi algoritmi SEO e cerca, contemporaneamente, di stare in dieta e di imparare a cucinare dolci in quantità – letteralmente – industriale. Il motivo? Il suo prossimo business sarà probabilmente nel settore dolciario.

Nel poco tempo libero cerca di concludere una laurea in Economia in Bocconi. La migliore risposta a chi in questi 9 anni lo ha criticato per la sua scarsa preparazione tecnica e il livello troppo base dei suoi post (memorabile “Come cancellare cartelle vuote”) sono i suoi numeri e la sua crescita sorprendente.

Lo abbiamo incontrato a casa sua, a fianco dell’enorme forno che usa per fare i suoi esperimenti su paste di mandorle e cannoli siciliani, ottimi per accompagnare gli ultimi numeri di Google Analytics e Google AdSense.

Marco: Salvo, ci puoi dare dei dati sintetici e aggiornati sui risultati del tuo blog?

Salvo: Il blog costituisce il primo sito di tecnologia in Italia. Nel 2013 con i miei collaboratori abbiamo realizzato 62 milioni di visite Analytics contro le 28 milioni di visite Analytics dell’anno precedente. Su Facebook, la mia pagina ufficiale ha superato i 120.000 fan. E stiamo crescendo ancora moltissimo.

Cosa ne pensi della scena italiana delle startup? Concordi con chi parla di “bolla”, oppure no?

Se devo essere sincero mi vengono in mente due termini: fuffa e vittimismo. L’incapacità di portare a termine un qualsiasi progetto da parte di molti diventa l’occasione per lamentarsi. Dal mio punto vista, non è questione di bolla o meno: le innovazioni possono venire anche da aziende consolidate. L’importante è lavorare sodo, piuttosto che sprecare tempo ad eventi per startup.

Come può un Acceleratore, un Incubatore o un Venture Capital aiutare un wanna-be startupper? Pensa agli ostacoli che hai incontrato tu.

Il problema, quando si crea un qualcosa o si vuole crescere, è principalmente di carattere monetario. Una buona disponibilità economica iniziale consentirebbe, di fronte a progetti validi e a persone valide, di ottenere buoni risultati. La difficoltà principale è riuscire a realizzare progetti seri rientrando sui costi. Tengo a sottolineare: progetti validi e persone valide. Tu daresti mai dei soldi al primo che arriva?

Nient’altro? Mentorship?

Ad essere sincero, mi limiterei a fornire risorse economiche, affidandomi alla bontà delle persone e dei loro progetti, che sceglierei attentamente.

Beh, tu avrai avuto dei mentor: delle figure di riferimento da cui hai imparato molto.

Una sì: Andrea Santagata (amministratore delegato di Banzai Media ndr).

Come organizzi il tuo lavoro?

Sono abituato ad una struttura di team gerarchica in cui ci sono poi delle figure capaci di essere responsabili di micro-progetti che vengono loro assegnati. Tutto in telelavoro.

Che consigli daresti a un tuo coetaneo neo imprenditore del settore digital?

+ Lavoro – Eventi

E poi?

L’altro consiglio è guardare i numeri ed essere concreti: bisogna fare gli imprenditori, non i passionali. Ti faccio un esempio. Io adoro le paste di mandorla e volevo produrle per la distribuzione. Ho lavorato al prodotto per due anni per poi scoprire, all’ultimo, che il mercato vale sulla grande distribuzione 700.000 euro ed è coperto dal 50% da una azienda siciliana. Se avessi osservato meglio i numeri avrei ottimizzato l’uso del mio tempo lasciando perdere fin da subito.

Insomma: i numeri prima di tutto. Giusto. E che strumenti di misurazione utilizzi?

Statistiche Nielsen per sapere quanto vale ad esempio un mercato. Il mercato delle news di informatica fa solo 9 milioni di persone e di queste il 30% consultano il mio sito: possiamo crescere ancora. AdSense ad esempio è impostato con 140 canali personalizzati grazie ai quali conosco il guadagno di ogni singola tematica. Google Analytics ragiona con degli eventi impostati ad-hoc per avere informazioni dettagliati su come si comportano gli utenti.

Fai tu datamining o hai chi ti aiuta?

Ho alcune risorse (inclusi professori di Statistica!) che mi aiutano. Io in genere do l’input: “Proviamo a capire XYZ, Esiste una relazione fra Z e Y?”. Cerchiamo correlazioni che ci aiutino a interpretare i dati.

Il mercato del digital media sta cambiando molto. Che scenari prevedi?

Sicuramente l’adv per impression è destinato a declinare. Bisogna cercare di trovare un compromesso fra ciò che interessa agli utenti e ciò che interessa agli investitori. Se faccio un articolo “Migliori offerte ADSL” faccio ad esempio contenti entrambi. Lo stesso se parlo di “Convertire PDF in Word”. Ci sono ottime possibilità per il content for e-commerce: fare post nell’ambito di affiliazioni con aziende. Quest’anno potranno anche costituire il 30% dei ricavi del mio blog. Il problema, che sto studiando in questi giorni, è in termini di impatto su Google: Google a quanto pare non prende bene le affiliazioni.

Sempre a proposito di media, sei tra quelli intimoriti dal fatto che un’enorme fetta del digital adv italiano sia in mano a Facebook e Google?

In realtà la cosa non mi preoccupa più di tanto: sono piattaforme che possono aiutare gli editori facendo da intermediari. Secondo me bisogna infatti ben distinguere la funzione di editore e quella di concessionaria per essere imparziali sulle pubblicazioni editoriali.

E sul tuo sito invece? Quanto il piano editoriale è influenzato dagli inserzionisti?

Non esiste influenza editoriale diretta sul singolo articolo. Esiste un’influenza di tematica legata al fatto che scriviamo un articolo solo se esistono investitori pubblicitari su quell’argomento.

Ultima domanda. Se fossi al Governo, dimmi tre cose che faresti subito per aiutare giovani imprenditori che fanno business su Internet.

Nulla. Non credo che lo Stato debba intervenire così tanto nella vita economica di un Paese.

Marco De Rossi, founder di Oilproject, è su Twitter.

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