Schema di certificazione degli utili in Italia

Lo schema di certificazione degli utili si compone dei dati relativi al soggetto che rilascia la certificazione e di 4 sezioni:

– Sezione I: dati relativi al soggetto emittente;

– Sezione II: dati relativi all’intermediario non residente;

– Sezione III: dati sul percettore degli utili;

– Sezione IV: dati sugli utili e sui proventi equiparati corrisposti.

I contribuenti destinatari della certificazione dovranno successivamente riportare i dati in essa indicati nella propria dichiarazione dei redditi.

Certificazione dei dividendi

Nel modello Cupe di certificazione risultano anche i dividendi che sono soggetti a ritenute che variano a seconda della fonte da cui provengono (società  residente in Italia o all’estero) e da chi li percepisce (soggetto Ires o Irpef).

Occorre fare una distinzione tra partecipazioni qualificate e partecipazioni non qualificate. Una partecipazione si definisce qualificata se:

supera il 2% dei diritti di voto oppure il 5% del capitale o patrimonio nel caso di società  quotate in borsa;

supera il 20% dei voti o il 25% del capitale o patrimonio per le altre società  e i restanti soggetti Ires;

supera il 25% del patrimonio delle società  di persone.

I versamenti delle ritenute sui dividendi vanno effettuati utilizzando il Modello F24.

Le modalità  di distribuzione dei dividendi si distinguono in:

-dividendi erogati da società  residenti in Italia, comprese ditte di smaltimento rifiuti a Roma;

-dividendi erogati da società  non residenti in Italia a persone fisiche non imprenditori.

Per uno schema approfondito si rimanda alla consultazione sul sito della Agenzia delle Entrate.

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