Startup che vai, strategia SEO che trovi

Un how-to per definire la tua strategia SEO in base alla tipologia di attività svolta dalla tua azienda. Se nella startup c’è uno sviluppatore che può dare le basi SEO per il progetto, magari studiando su Internet una guida che descriva le basi SEO e usando i semplici standard xhtml, si possono ottenere buoni risultati sui motori di ricerca. Fare le cose in casa, soprattutto all’inizio è decisamente più economico di qualsiasi professionista. Ci sono anche alcuni casi in cui invece è evidente la necessità di un SEO esterno: Quando c’è da subito una necessità di…

Startup che vai, strategia SEO che trovi

Seo per startup

Un how-to per definire la tua strategia SEO in base alla tipologia di attività svolta dalla tua azienda.

Se nella startup c’è uno sviluppatore che può dare le basi SEO per il progetto, magari studiando su Internet una guida che descriva le basi SEO e usando i semplici standard xhtml, si possono ottenere buoni risultati sui motori di ricerca. Fare le cose in casa, soprattutto all’inizio è decisamente più economico di qualsiasi professionista.

Ci sono anche alcuni casi in cui invece è evidente la necessità di un SEO esterno:

  • Quando c’è da subito una necessità di competitività forte
  • Quando si vogliono usare parti di xhtml non standard o non facilmente ottimizzabili
  • Quando non c’è una figura tecnica all’interno del team
  • Quando non si hanno le idee chiare su cosa offrire ai propri utenti web

Se una startup ha già in mente a quale necessità far fronte con la propria offerta / app / prodotto, allora c’è una buona probabilità che sia facile e utile creare una campagna SEO che entro qualche mese dalla messa online le renda trovabili dai diretti interessati. Quando si verificano le condizioni favorevoli (buona copertura mediatica, focus sulle necessità degli utenti, ottimo uso degli standard web) allora si vedono già i risultati del lavoro SEO dopo poche settimane.

Partire col piede giusto nel SEO insomma ha come pre-requisito una buona comprensione delle problematiche che verranno risolte dal lavoro della startup, dato che il pubblico della startup andrà sul motore di ricerca con un problema da risolvere, il più delle volte. Questo problema da risolvere è facilmente declinabile in “parole chiave obiettivo” che saranno alla base della nostra strategia SEO.

Vediamo un piccolo esempio: una startup che sviluppa una piattaforma di condivisione dei passaggi in auto, potrebbe pensare sia utile apparire su google al primo posto con una parola chiave come “carpooling” dato che in fondo è il termine tecnico che descrive meglio l’applicazione, eppure, il pubblico di questa startup andrà su Google cercando “passaggi Roma Milano”. Se la startup vuole da subito farsi trovare dai suoi possibili utilizzatori quindi non punterà su ricerche molto competitive che richiedono forte budget, quanto piuttosto cercherà nicchie di bisogni ancora non coperte dalla concorrenza.

Il fatto di essere first-mover in un determinato settore, naturalmente, facilita il lavoro di posizionamento sui motori di ricerca.

Vediamo alcuni tipi di startup:

Startup B2B – Business model dedicato ai servizi

Quando la startup ha già le idee chiare riguardo al servizio è abbastanza economico sviluppare una strategia SEO che possa già puntare su obiettivi chiari (Es, parole chiave come “nome del servizio” “funzione del servizio”) le cui basi possano essere gettate anche da un SEO Junior (decisamente meno costoso rispetto ai vari Specialist o Senior). In questo caso è utile affiancare al lancio delle campagne SEO anche una piccola campagna AdWords o a “performance” su altre piattaforme PPC in modo che il management possa capire in poco tempo quali rapporti di conversione derivano da visitatori che cercano il tipo di servizio offerto dalla nostra startup. Se il servizio ha un legame con il web si può immaginare di sviluppare appositi tool che siano utilizzabili tramite embed sui siti dei partner, in questo modo potrebbero arrivare anche link utili verso il sito della startup e visite di qualità. Per mettere in pratica queste idee servono comunque anche bravi programmatori che supportino il SEO Junior; se si dispone di un SEO che sappia anche programmare meglio ancora.

Startup Ecommerce

Anche nel caso di un ecommerce la teoria del progetto SEO è abbastanza facile da intuire: si tratta di proporre pagine singole che contengano al loro interno tutto ciò che gli utenti cercano, es “nome prodotto – marca prodotto” e “funzionalità prodotto – prezzo”. La cosa complessa per quanto riguarda gli ecommerce è immaginare progetti SEO che siano anche scalabili e soprattutto che non ostacolino l’assegnazione dell’autorevolezza alle singole pagine di prodotto, specialmente tra prodotti già presenti su altri ecommerce online da più tempo del nostro. Avere un buon rapporto coi propri utenti, e fare in modo che questi lascino commenti corposi e recensioni approfondite dei nostri prodotti sarà una chiave essenziale del progetto SEO. In questo caso iniziare una strategia di partnership con blogger già autorevoli nel nostro settore sarà importante per aiutare il motore di ricerca a capire che il nostro sito è anche autorevole. Nel caso si disponga di un budget per il lancio dell’ecommerce e siano comprese anche campagne offline (TV, radio, giornali) è importante far partire i lavori SEO il prima possibile, in modo da correlare tra loro online ed offline, così che gli utenti che vedono o ascoltano un messaggio pubblicitario, una volta su Google, abbiano la possibilità di ricordare ciò che ha generato interesse cercandolo con poche parole semplici ed allo stesso tempo. Se ad esempio facciamo una campagna radiofonica per un ecommerce di gelati di nome “Hoyt” può essere difficile per un utente capire cosa cercare su Google per acquistare prodotti dal nostro brand, specie se è un nome straniero. Nelle campagne di maggior successo si crea anche un sito “gemello” con un dominio composto da parole facili da ricordare, che poi effettui un semplice redirect verso il sito principale, ad esempio www.verogelatogoloso.it. In questo modo per il SEO sarà molto facile posizionare parole come “vero gelato goloso”, e gli utenti potranno trovarci velocemente anche se non hanno neppure capito come si pronuncia il nostro brand.

Startup B2C Media (servizi monetizzabili con pubblicità)

Questo è uno dei casi più complessi per un progetto SEO perchè spesso non c’è un’unica “radice” semantica attorno alla quale lavorare nella costruzione delle autorevolezze del sito. La strategia di generazione di contenuti per esempio può avvalersi di formazione SEO che spieghi come far leva sul copywriting: questa formazione poi verrà utilizzata dai singoli autori per scrivere testi e contenuti più correlati a ciò che cercano le persone (i redattori vengono allenati a ragionare rispetto a “come cercherebbe questo contenuto una persona al quale serve?”). In questo caso avere in mente anche le necessità degli utenti è fondamentale per prendere una direzione giusta da subito e visto che potrebbe non essere facile trovare questa direzione in tempi brevi è consigliabile un SEO Senior. Un’altra area che di solito va coperta con cura è l’organizzazione della struttura del sito, che comprenderà molte pagine obbligatoriamente legate bene tra loro con una struttura solida di link interni. Quando si tratta poi di monetizzare con pubblicità le visite che arrivano dai motori di ricerca è importante tenere a mente le metriche di definizione di visite di qualità, per esempio frequenza di rimbalzo e pagine viste per ogni singolo utente. La frequenza di rimbalzo deve essere più bassa possibile, ipotizzando che gli utenti siano soddisfatti di quello che trovano, e le pagine per visita devono essere molte dato che l’utente deve poter approfondire il senso della propria visita sul sito, generando così anche le pagine viste che servono per la pubblicità. Queste due metriche aiutano molto anche il SEO che riesce a capire, in itinere, verso quali pagine spostare le autorevolezze del sito (per esempio facendole ruotare sulla home page), in funzione di quelle che si comportano meglio. Anche in questo caso è utile ricordare che le persone sui motori di ricerca hanno bisogno di necessità dettagliate e non generiche. Nel caso di Oilproject per esempio avrebbe poco senso puntare tutto solo su parole chiave come “scuola online” dato che gli utenti cercano per esempio “lezioni americane di italo calvino riassunto” ed in generale composti semantici nei quali “scuola online” magari è dato addirittura per scontato e non viene scritto esplicitamente. Trovare una quadra tra quanto lavoro dedicare alle parole chiave di brand rispetto a quelle utili ai nostri utenti può essere anche molto dispendioso in termini di sforzi e costi.

Startup B2C vendita di servizi per consumatori

In questo caso scrivere una strategia SEO può essere economico, dato che tipicamente all’interno del concetto di “servizio” sta anche il nostro amato concetto di “necessità dei nostri utenti”. Il difficile in questo genere di attività è trovare un business model che monetizza all’interno di un mercato nel quale i margini tipicamente sono bassi, o se sono alti è difficile assistere a molte conversioni in acquisto. Per questo genere di attività può essere utile prevedere anche posizionamenti SEO di tipo “vanity” o “brand”. Se per esempio l’azienda si occupa di un settore merceologico preciso, si può stanziare un budget per il raggiungimento di obiettivi SEO legati al posizionamento già sul nome di questo settore merceologico. Se per esempio la mia azienda vende SMS, potrebbe essere utile essere posizionati già sulla parola chiave SMS, questo potrebbe non rendere in termini di conversioni, tuttavia espone il nostro sito agli occhi di un’audience piuttosto vasta, la quale tornerà poi sul nostro sito in un secondo tempo (spesso quindi, senza più passare dal motore di ricerca). Per cominciare spendendo poco si possono cercare SEO che lavorino in modalità “revenue share” così da avere un budget minimo di partenza che tuttavia si modulerà da solo in funzione dei risultati dell’attività di posizionamento.

Simone Righini si occupa di posizionamento SEO. Lo trovate qui e qui.

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