Expo 2015 e turismo: l’oggetto misterioso Explora

È l’ultima costosa società nata all’ombra del nostro regionalismo inconcludente. Si chiama Explora ed ambisce ad essere una agenzia di promozione turistica in salsa padana, promossa da Regione Lombardia, Expo Spa, Unioncamere, Camera di Commercio di Milano. L’obiettivo del nuovo ente, che ha una capitale sociale pari ad un milione di euro, sarebbe, a sentire Roberto Maroni, quello di promuovere Milano, la Lombardia e addirittura il territorio italiano tutto nel mercato del turismo, sfruttando il traino di Expo 2015.Nata ufficialmente lo scorso agosto, Explora ad oggi rappresenta ancora un oggetto sconosciuto. Il relativo sito risulta in costruzione …

Moncler, l’Italia vola con la Piumino Economy

Chiedo scusa in anticipo, perché quando nel nostro capitalismo si solleva un coro di approvazione verso un fatto o un evento, questo diventa intoccabile e guai a muovere una critica. Con un notevole tempismo, mentre l’economia americana avanza oltre il 4% di Pil, mentre la Cina atterra sulla luna con la sonda Change-e3, anche noi abbiamo uno scatto di orgoglio nazionale e torniamo a sognare sulle piume d’oca del piumino Moncler! Un risultato senza precedenti in Borsa, 3500 miliardi di quotazione, 15 euro ad azione e tutti fino all’ultimo usciere ingolositi. E poi gli alfieri del Made in …

Charta, addio all’editore d’altri tempi

Giuseppe Liverani è un ragazzo del Sessantotto che ha fondato e fatto crescere a Milano la Moncler dell’editoria di qualità, la casa editrice Charta, per vent’anni raffinata bottega che ha prodotto cataloghi di mostre e libri d’arte. Ora la bottega chiude. A fine dicembre, Charta sarà messa in liquidazione. Forse si farà sotto, chissà, qualche editore internazionale interessato a comprare un marchio del made in Italy conosciuto in tutto mondo. Ma Liverani e Silvia Palombi chiuderanno la loro bottega. “Non ci siamo voluti adeguare a un mercato editoriale che impone di abbassare la qualità e di …

Radio, ha ancora senso parlare di Made in Italy

Ai tempi di Spotify, Youtube, Deezer, dei social network, del filesharing e dello scaricamento selvaggio, ha senso stare ancora a discutere, a quasi 40 anni dalla comparsa in Italia, delle radio, un tempo nate libere e oggi considerate solo come “radio commerciali”, fattore questo che, per varie esigenze, ha livellato lo standard verso i gusti musicali più comuni e ha allontanato ogni velleità di sperimentazione? A giudicare dai dati pubblicati direttamente dalla Siae, all’interno del documento annuale Rapporto Musica e dalle cifre che compaiono in bilancio sembra proprio di sì, un senso ce l’ha. E proprio questi numeri saranno al …

Voli, turismo e investimenti: la crisi dell’Italia si vede dal cielo

Monaco. A volte per capire come vanno le cose, bisogna guardare dall’alto…dal cielo. Anche la nostra affidabilità internazionale va guardata dal cielo. E così se fino a ieri questo blog veniva scritto tra i cieli di Zurigo e Bari oggi per via del nostro ranking, della nostra inaffidabilità nasce dal cielo di Monaco.Certo avrei preferito il cielo di Berlino, ma bisogna accontentar si. La rotta di Bari è stata abbandonata dalle compagnie svizzere che garantivano un volo giornaliero Bari-Zurigo. Oggi quindi per muoversi da Zurigo verso la Puglia bisogna passare da Monaco. Si perché a volte …

Quant’è bello spendere per l’Expo a Milano

Expo 2015: comunque andrà questo storico evento, a chi interesserà dire se ci sarà stato un formidabile spreco di soldi pubblici? Non è dato sapere esattamente quanti: non è prudente in termini di consenso essere troppo espliciti. Nel sito web dedicato compaiono delle cifre, ma incomplete. Di certo ci sono 1, 7 miliardi di soldi pubblici a fondo perduto, più 1, 3 miliardi che saranno “sicuramente” recuperati con i ricavi dell’esposizione. Mancano però i finanziamenti alle infrastrutture esterne (metropolitane e autostrade), previsti in più di 11 miliardi, ma erogati in modo erratico e discontinuo, con grandi proteste del comune e della regione.Il fatto che non …

Maserati Zegna, due crisi in un prodotto solo

Il Corriere di qualche giorno fa dedicava due pagine alla seguente notizia: Maserati e Zegna stipulano una partnership triennale per produrre un prototipo di auto iper-lusso con interni disegnati da Zegna. La prima Maserati in doppio petto! Davvero, un’auto che si indossa come un Blazer di Cashmere o pregiata flanella gessata con interno in seta che diventa pelle, magari con i famosi revers che l’Avvocato Agnelli si faceva tagliare dal grande Caraceni. Marcatamente arquati e tirati a mano stringendoli con i denti da un lato. Il genio italico per l’alta gamma partorirà cento esemplari esclusivi e la grande …

Tecnologia, ma nei settori tradizionali non ci sono lavori qualificati?

Sentiamo spesso parlare del fatto che l’economia italiana è troppo poco presente nei settori ad alta tecnologia e è troppo sbilanciata, invece, verso i settori tradizionali. E’ un ragionamento però troppo astratto. Quali dovrebbero essere i settori ad alta tecnologia che vorremmo avere in Italia? In che misura è davvero preferibile avere l’alta tecnologia?Prendiamo la Microsoft che periodicamente aggiorna il proprio prodotto, Windows, ne produce una nuova versione Windows 7, ad esempio, e lo vende sul mercato. In base alla convenzione diffusa, questo rappresenterebbe un’innovazione di prodotto ad alto contenuto tecnologico ma in realtà si tratta di miglioramenti, spesso marginali, …

Bye bye made in Italy, assalto ai grandi marchi

Addio Riso Scotti, Chianti, Pasticceria Cova, salumi Fiorucci o latte Parmalat! L’Italia spalanca la sua cassaforte industriale e si lascia portar via i gioielli di famiglia. Marchi icone emblematiche della sua fama, nel corso degli ultimi vent’anni, la maggior parte dei suoi fiori all’occhiello sono stati ceduti a grandi gruppi stranieri, in particolare francesi come la holding LVMH.LVMH si fa un regalo di cachemireIl mese scorso, il gruppo della famiglia Pinault, che aveva già iniziato lo shopping transalpino nel 1999, appropriandosi di Gucci dopo altre etichette di lusso, ha fatto di recente un’offerta di acquisto per …

Loro Piana ai francesi? Ecco chi è Arnault, il nuovo proprietario

Non sono contrario alla cessione di imprese italiane agli stranieri, anche pezzi pregiati del nostro made in Italy. Non ci trovo niente di scandaloso. Il problema non è quello. E’ vedere quale impresa si cede e a quale straniero. E credo che l’esigenza principale sia che il nuovo proprietario valorizzi l’azienda in Italia. E mantenga o meglio aumenti l’occupazione nel nostro Paese, sfruttando una maggiore disponibilità di capitale.Gucci finì a suo tempo sotto il controllo della famiglia Pinault, francesi, quelli del gruppo Kering-Ppr. Gucci con i Pinault non ha fatto altro che espandersi e produce …

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