Tra exit e crowdfunding: overview della startup scene Italiana

Alcune exit significative degli ultimi mesi e l’evoluzione del crowdfunding rappresentano un miglioramento delle condizioni della startup scene Italiana, e fanno sperare sia iniziato un processo di crescita virtuoso. Oggi in Italia, nonostante l’incertezza normativa e un contesto generale certamente non idilliaco, le startup continuano a fare innovazione, a creare valore e molte raggiungono una dimensione tale da consentire ai venture capitalist di uscire dall’investimento: negli ultimi mesi abbiamo assistito a diverse exit, alcune delle quali impressionanti per l’entità finanziaria dell’accordo e per l’identità dell’acquirente, il che fa sperare che sia iniziata una …

Tra exit e crowdfunding: overview della startup scene Italiana

TRA EXIT E CROWDFUNDING: OVERVIEW DELLA STARTUP SCENE ITALIANAAlcune exit significative degli ultimi mesi e l’evoluzione del crowdfunding rappresentano un miglioramento delle condizioni della startup scene Italiana, e fanno sperare sia iniziato un processo di crescita virtuoso.

Oggi in Italia, nonostante l’incertezza normativa e un contesto generale certamente non idilliaco, le startup continuano a fare innovazione, a creare valore e molte raggiungono una dimensione tale da consentire ai venture capitalist di uscire dall’investimento: negli ultimi mesi abbiamo assistito a diverse exit, alcune delle quali impressionanti per l’entità finanziaria dell’accordo e per l’identità dell’acquirente, il che fa sperare che sia iniziata una fase d’oro per il venture capital italiano e che si stia finalmente costituendo quella Rainforest dell’innovazione di cui in passato abbiamo più volte parlato.

Spicca nella lista Ethical Oncology Science, la startup biofarmaceutica milanese ceduta all’americana Clovis Oncology per la somma clamorosa di 350 milioni di euro, in quella che è la più grande acquisizione di una startup italiana negli ultimi 10 anni.

Ci sono poi Livio, società di software automotive comprata da Ford, e Silicon Biosystems, finita sotto il controllo del gigante farmaceutico Menarini.

Il social network Koinup, rivolto agli appassionati di videogame e mondi virtuali, è ora parte dell’americana Exit Reality; l’azienda di SEO e web marketing SeoLab è ora parte di Alkemy.

Facebook è tornata a fare shopping in Italia ed ha rilevato la software house Monoidics; il player globale del crowdfunding Grow VC Group ha comprato Kapipal, Amazon ha acquisito GoPago, Staq.io è diventata di proprietà della californiana PlayHaven e l’emiliana Northwall Innovation ha concluso con Safecomm un accordo che prevede uno scambio incrociato di azioni e contratti di consulenza e distribuzione.

Perché questo fiorire di startup è positivo? È positivo perché le startup innovano di più e più in profondità dei grandi colossi perché hanno poco da perdere e tutto da guadagnare: portano sul mercato nuovi prodotti, ne favoriscono l’adozione di massa e migliorano la vita dei consumatori.

In un mercato competitivo le innovazioni si diffondono a grande velocità e a prezzi bassi, per questo è fondamentale garantire agli startupper canali di finanziamento differenti che rendano possibile coniugare crescita dimensionale ed indipendenza del complesso aziendale. Il crowdfunding è il formidabile strumento che potenzialmente può contribuire a democratizzare l’innovazione e a proteggere la concorrenzialità del mercato.

Da questo punto di vista il nostro Paese vanta una posizione di notevole vantaggio conferita soprattutto da una legislazione all’avanguardia: negli scorsi mesi la Consob ha approvato il quadro regolatorio e ha terminato la procedura di autorizzazione di StarsUp, il primo portale italiano di crowdfunding professionale, cioè la prima piattaforma che può effettuare online raccolte pubbliche di capitale. Come racconta Gianluca Dettori su CheFuturo.it, il fenomeno si sta diffondendo rapidamente e ha già assunto dimensioni rilevanti: “Secondo un recente report di Internet Crowdfunding Network (ICN) in Italia si contano addirittura 41 piattaforme di crowdfunding in partenza. Le piattaforme attive al 18 ottobre 2013 erano 27, mentre altre 14 sono in fase di lancio. 9 piattaforme equity-based sono in fase di lancio”.

Le incognite non sono poche ed in particolare la Consob dovrà garantire che gli investitori dispongano di una quantità di informazioni sufficiente a consentire decisioni informate e consapevoli. Ma il crowdfunding può diventare un tassello fondamentale nella strategia italiana per il rilancio dell’economia, una strategia che passa anche attraverso un impegno concreto del Governo in materia di innovazione digitale e il contributo di tutti i grandi venture capital nazionali.

Lorenzo Tondi è su Twitter.

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