Viviani: “Cari startupper, basta creare app: il mondo chiede altro agli innovatori”

Revenue is boring. Chi l’ha detto? Un filosofo? Un hippie tutto peace & love? Un ricco figlio di papà? Purtroppo no. Questa è la risposta che ha dato una giovane startupper alla domanda: qual’è il vostro business model? Ok, dirai, questa ha le idee poco chiare e prima o poi arriverà una doccia molto fredda a svegliarla.. No, a quanto pare questo è il tipo di imprenditore vincente oggi: la sua startup rientra tra quelle accettate nel programma Start-Up Chile e ha ricevuto oltre 40mila dollari di finanziamento dal governo cileno. Oggi tutto il mondo si riempie …

Viviani: “Cari startupper, basta creare app: il mondo chiede altro agli innovatori”

Revenue is boring. Chi l’ha detto? Un filosofo? Un hippie tutto peace & love? Un ricco figlio di papà? Purtroppo no.

Questa è la risposta che ha dato una giovane startupper alla domanda: qual’è il vostro business model? Ok, dirai, questa ha le idee poco chiare e prima o poi arriverà una doccia molto fredda a svegliarla.. No, a quanto pare questo è il tipo di imprenditore vincente oggi: la sua startup rientra tra quelle accettate nel programma Start-Up Chile e ha ricevuto oltre 40mila dollari di finanziamento dal governo cileno.

Oggi tutto il mondo si riempie la bocca di innovazione, startup, impresa giovane. I governi fanno a gara per finanziare programmi di startup. Il termine stesso startup è diventato mainstream. Parlare di giovani innovatori e startup è divenuto popolare e i giovani imprenditori alla Zuckerberg sono divenuti celebrità.
Le persone guardano a queste celebrità e, come succede con modelle o calciatori, tentano di imitarle sfidando la fortuna e sperando di ottenere fama grazie ad un app gratuita.

Questa dinamica purtroppo ha completamente disconnesso le persone dalla realtà dell’essere imprenditori, dell’ideare, costruire e vendere soluzioni a problemi reali. Del creare nel mondo beni e servizi per i quali le persone sono disposte a pagare, perché aggiungono valore alla loro vita.

Le idee cui ci siamo abituati invece cosa vanno ad innovare? Risolvono i problemi reali delle persone?

E’ solo di innovazione tecnologica che abbiamo bisogno? Siamo sicuri che Instagram e le social app siano l’avanguardia dell’innovazione dell’esperienza umana?

Io penso che siano altri gli aspetti della società moderna che necessitano urgentemente di essere innovati, al fine di ottenere una vera cultura di innovazione tecnologica che arricchisca l’esperienza umana. La nostra società ha dei problemi strutturali e se non risolviamo prima quelli, da fondamenta non sane non possiamo che ottenere frutti marci.

Per questo ad essere oggetto dell’innovazione devono innanzitutto essere le nostre istituzioni. E in fretta. Sono le istituzioni sociali che stanno fallendo e stanno portando sofferenza e dolore nella vita delle persone: governi, scuola, università, chiesa.

Vediamo che le persone non raggiungono il loro massimo potenziale, che non seguono la propria vocazione, e non esplorano le profondità della propria innata curiosità. Il sistema scolastico ed universitario è stato ridotto ad una ricerca di credenziali, niente più di un gioco burocratico.

Essere imprenditori e fare impresa vengono associati dai tabloid ad una carriera glamour e un percorso facile per diventare ricchi, quando in realtà è una via estremamente difficile che sfida sotto ogni aspetto chi decide di percorrerla.

L’innovazione tecnologica oggi è corrotta da fondi di ricerca gonfiati, che non rispondono alla domanda del mercato e hanno abituato i giovani talenti ad arricchirsi con prodotti inutili e insignificanti che non risolvono alcun problema reale.

La nostra società deve innovarsi nelle sue istituzioni sociali per salvarsi. Abbiamo bisogno di una nuova rinascita delle scienze e dell’arte, e l’innovatore deve essere l’ uomo universale moderno.

La convinzione che le due fonti principali della sofferenza nella vita delle persone siano un lavoro non in linea con la propria vocazione, e rapporti interpersonali distruttivi, ci ha portato all’ideazione di Exosphe.re, una nuova istituzione con l’obiettivo di risolvere la prima con l’imprenditoria, e la seconda tramite il processo di community. Un’istituzione in cui si intrecciano apprendimento, crescita personale e creazione.

Per trovare una realtà di questo tipo sono dovuto venire in Cile, ma ne è valsa la pena. Sono convinto che se vogliamo un futuro migliore dobbiamo partire da qui.

Santiago del Cile, 14 dicembre 2013
Niccolò Viviani

Per questa news si ringrazia:

Che Futuro! » Startup Italia

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